Con l’ambasciata a Gerusalemme, Trump non ha fatto alcun “regalo” a Israele
La scelta di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme non è un regalo per Israele: è la condanna all’isolamento e alla paura.
La scelta di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme non è un regalo per Israele: è la condanna all’isolamento e alla paura.
Nel giorno dello spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, scoppia la rivolta palestinese. Almeno 58 uccisi dai soldati israeliani.
L’esercito israeliano accusato della morte del giornalista palestinese Yasser Murtaja, che seguiva le manifestazioni nella striscia di Gaza.
Il governo israeliano ha rigettato l’ipotesi di un’inchiesta indipendente sugli scontri nella striscia di Gaza che hanno portato all’uccisione di 17 palestinesi.
Il bilancio provvisorio dei violenti scontri, nella striscia di Gaza, tra manifestanti palestinesi e esercito israeliano è di 15 morti e più di mille feriti.
Dopo il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele da parte degli Stati Uniti, Hamas minaccia una nuova Intifada. Riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
La decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme, considerata sacra da tre religioni, come capitale di Israele ha provocato malcontento in tutto il mondo. Scopriamo perché è così controversa.
Gli Stati Uniti lasceranno l’Unesco entro la fine del 2018, accusando l’agenzia delle Nazioni Unite di essere “anti-israeliana”. Esulta Tel Aviv.
In un villaggio della Cisgiordania una trentina di famiglie palestinesi sono rimaste senza elettricità, gli israeliani hanno confiscato l’impianto fotovoltaico donato dal governo olandese.
L’organizzazione palestinese Hamas ha modificato per la prima volta in 30 anni il proprio programma politico. Gelo da Israele.