Perché sì, perché no: il referendum sulla riforma della giustizia spiegato da due magistrati
Paolo Itri (per il sì) e Silvia Albano (per il no) ci guidano tra pro e contro di separazione delle carriere, sdoppiamento del Csm, sorteggio, Alta Corte.
Paolo Itri (per il sì) e Silvia Albano (per il no) ci guidano tra pro e contro di separazione delle carriere, sdoppiamento del Csm, sorteggio, Alta Corte.
Lavoratori e studenti fuorisede potranno votare solo tornando alla residenza. Nel frattempo, il Tar ha respinto il ricorso confermando le date previste.
Finora se n’è parlato poco, ma se il referendum confermasse il taglio dei parlamentari, saremmo di fronte a qualcosa di unico nella storia della Repubblica Italiana.
I no hanno vinto al referendum costituzionale del 4 dicembre e la riforma Boschi è stata respinta. Il primo ministro Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni.
C’è già un primo, significativo dato sul referendum costituzionale di domenica, ed è l’affluenza al voto da parte degli italiani all’estero: siamo oltre il 40 per cento, un dato molto alto se paragonato al 32 per cento delle elezioni politiche del 2013 o al 19 per cento per il più recente referendum sulle trivelle, quando
Il 4 dicembre si vota per il referendum costituzionale volto a porre fine al bicameralismo perfetto, cambiando la costituzione. I cinque punti principali della riforma, spiegati.
Il disegno di legge Boschi (ddl, dal nome della ministra che lo ha promosso) sulla riforma costituzionale è stato approvato definitivamente dal parlamento italiano. Il 12 aprile l’ultimo passaggio, che ha visto il voto favorevole della Camera dei deputati, è andato a buon fine con 361 voti favorevoli e 7 contrari. L’ultimo ostacolo: il referendum costituzionale