Teatro-Cucina: lo spettacolo

Altre date per il “Teatro-Cucina” del Teatro in Polvere, a Milano: il 13, 14, 15, 18, 19, 20, 21 marzo sar

Si presenta subito il teatro-cucina, con un’energica spruzzata di
farina che investe i 26 spettatori a tavola, riempie il pavimento,
e accorcia immediatamente le distanze. La sensazione è
quella di essere catturati nell’impasto, che non è solo
quello del pane, è scenico, ma anche di essere incensati,
accolti in un percorso che sa di mistico, di sapori e di gesti che
toccano delicatamente in profondità, dentro di noi.

Il linguaggio gastronomico e quello teatrale sono in simbiosi nel
teatro-cucina: “i tempi teatrali – racconta la regista e co-autrice
(con Valentino Infuso) Elisabetta Faleni – si conciliano con quelli
di cottura, di fruizione e di degustazione, pensando essenzialmente
al piacere del pubblico. Mangiare e guardare è impegnativo.
Ricevere una pietanza, guardarla, sentirne il profumo mentre si
ascolta una musica o si guarda un attore che si muove, che ti
racconta, allentare le difese, abbandonarsi all’effetto del vino,
del cibo, del racconto, emozionarsi con i ricordi, ridere, decidere
di partecipare, condividere. E’ questo che vorrei raccontare dello
spettacolo. Vorrei anare l’egocentrismo registico per riuscire a
rispettare chi riceve, perché l’atto di ingerire qualcosa
preparato e servito da qualcuno è un’azione che presuppone
intimità e fiducia”.

Gli attori – Valentino Infuso, Stefania Casiraghi, Corinna Agustoni
che si alterna con Laura Gamucci – e il musico – Roberto Zanisi –
bravissimi, fanno di tutto, e ci riescono, per entrare in
comunicazione con lo spettatore. Lo invitano a uno sgarruppato ed
esilarante matrimonio gitano, con tanto di musica e portate, lo
servono a tavola, con un’intensità amichevole, lo fanno
sentire coccolato, lo divertono e lo commuovono con racconti legati
al cibo che sanno di invincibile tenerezza e con quel po’ di
improvvisazione che completa la lista degli ingredienti
dell’impasto scenico.

Insomma un vero e proprio spettacolo-convivio con musica, canto,
danza e un laboratorio gastronomico in diretta che annuncia le
cinque sfiziose portate ispirate alla cucina popolare italiana
(Davide Oldani è il compositore del gusto), accompagnate da
quattro ottimi vini regionali.

La battuta, a questo punto, viene da sé: il teatro è
servito. Mangiatelo!

 

Paola Magni

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