Tradizioni magiche del Meridione

A scuola dallo stregone: quando la gastronomia si connette alla magia.

Il racconto popolare delle isole del Meridione gioca un grande
ruolo nella storia della fiaba italiana. L’etnologo siciliano
Giuseppe Pitrè lo contempla tra i documenti fondamentali
della tradizione orale: del corpus fiabistico isolano sono state
catalogate favole, narrazioni religiose, novelle, aneddoti e storie
di magia.

In una versione eoliana di Cenerentola raccontata ancora a
Quattropani, frazione dell’isola di Lipari, la matrigna maltratta
la figliastra chiudendola in un gallinaio. La fanciulla per far
sapere che è prigioniera, strappa le penne alle galline e le
affida a una colomba, sua aiutante magica. Si nutrirà
mangiando uova.

Il mondo dell’occulto è una componente ancora forte della
tradizione popolare delle isole del sud, così come la
tradizione culinaria a cui la magia è connessa. In diverse
località degli arcipelaghi delle Tremiti, Egadi ed Eolie,
alcune donne vengono indicate come majare (scacciamalocchio).

Il ricorso ai guaritori tradizionali e alle loro procedure non
appartiene al tempo passato. La pratica è ancora fortemente
in uso tra gli isolani meno istruiti.
La maga sta a metà tra la santa e la strega, ma non possiede
i tratti dell’immagine demoniaca: non è una iettatrice ma al
contrario le sue azioni si rivolgono al bene. Le orazioni e le
pratiche rituali si compongono di elementi religiosi e
stregoneschi.

Gli strumenti magici sono quelli del quotidiano: olio, sale,
ortaggi e preghiere. Ci si riunisce attorno a un tavolo imbandito a
festa, un po’ come nei pranzi domenicali delle grandi famiglie. La
vera maga tradizionale, da non confondere con chiromanti e
cartomanti di nuova generazione, opera solo a casa propria e la
s’incontra previa presentazione segreta di un precedente fruitore.
La majara consiglia diete scacciamalocchio: la zucchina lunga
bollita – tipica dei paesi mediterranei – è indicata, ad
esempio, per contrastare le invidie altrui. La maga buona consiglia
inoltre di bere solo vino prodotto da uomini: il ciclo mestruale
delle donne, influirebbe negativamente sull’invecchiamento del
mosto.

Secondo la tradizione, sarà meglio non pubblicizzare troppo
l’attività della majara, perché il suo eventuale
affaticamento indebolirebbe i flussi di energia. Non offre aiuto a
scopo di lucro e i benefici del suo potere vengono spesso
ricambiati con alimenti pregiati.

Francesca Colosi

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