Alle basi della Roncola – Sakee Sed

Alle basi della Roncola: un disco che suona contemporaneamente d’avanguardia e polveroso come un vinile dimenticato da 50 anni.

Alle basi della Roncola – Sakee Sed

 

Iniziano come duo rock facendosi chiamare De Seekas, poi
incontrano Howard, pianoforte di inizio Novecento ancora intriso
dell’odore di tante notti di fumo e vino e tutto si ribalta, a
partire dal nome della band. Al pianoforte retrò si
affiancano le chitarre, ora ritmiche, ora slide, e voci rauche ma
non urlate.

 

Ora i due ragazzi (cui sia aggiungono vari amici per le
registrazioni e i live, fra cui Roberta Sammarelli, già
bassista dei Verdena) escono con questo lavoro d’esordio, 13
tracce, forse ancora un filo acerbe ma che danno subito la netta
sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di molto particolare.
Qualcosa che magari non piace subito al 100% ma da cui si fa fatica
a staccarsi, si sente la necessità di riascoltarlo ed andare
più a fondo.

 

Un disco che suona contemporaneamente d’avanguardia e
polveroso come un vinile dimenticato da 50 anni. Se proprio
dobbiamo fare riferimenti possiamo immaginare Tom Waits che suona
con i Pan del Diavolo, con ogni tanto i Baustelle, Morgan e Bugo
che saltano dentro a metterci una loro zampata. Un diamante grezzo,
ma di cui si nota già il bagliore.

 

Le canzoni sono sghembe e allucinate, le parole non
immediatamente comprensibili ma sembrano raccontare di notti di
provincia, fatte di tanto alcol, pochi amici (ma sinceri), e corse
in auto nella notte, un po’ per ammazzare la monotonia, un po’
perché la provincia è più vera.

Tre le canzoni che personalmente segnalo: Vermouth And Baby, Cenami
Il Cefalo e Caffè Degli Artistici.

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