Alla scoperta di Ancona, la Capitale italiana della cultura per il 2028

Il capoluogo marchigiano ha vinto puntando su un futuro sostenibile. Ma ha già un presente solido, fatto di arte, commistione di culture e natura.

Sarà Ancona, adagiata sulla costa adriatica del centro Italia, la Capitale italiana cultura del 2028. Il capoluogo marchigiano, nella ‘finalissima’ che si è svolta a Palazzo Chigi, ha battuto in volata le altre nove candidate, tra cui spiccavano un’altra citta di media grandezza come Catania, Forlì, e anche diversi piccoli borghi. Ancona ha convinto la giuria con una candidatura solida, dal nome Questo adesso, e con prospettive di investimento concrete per rendere la città un modello di turismo sostenibile: un dossier sintetizzato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli con una citazione del poeta William Butler Yeats: “Bisogna volgere le azioni in sogno e i sogni in azione”. La giuria, nelle sue motivazioni, ha premiato una candidatura “capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette le politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione”. E anche adeguato a garantire una destagionalizzazione dei flussi: Ancona promette di essere una città di mare, sì, ma godibile in ogni stagione dell’anno, non soltanto d’estate.

Ma aldilà di promesse e programmi per il futuro, la forza di Ancona è quel che è già nel presente, il suo essere appunto “questo adesso”. Parliamo, per esempio, della città da cui grazie al suo promontorio “a gomito” sul mare (dal greco antico Ankón, che significa proprio gomito), è possibile ammirare l’alba e il tramonto dello stesso giorno, spostandosi di pochissimo. Eppure, a oggi, Ancona è ingiustamente visitata dai più solo per imbarcarsi per la Grecia, il Salento, la Croazia o come base per le spiagge di Numana e Sirolo. Eppure chi ci è passato sa che lì c’è qualcosa: un porto antico, un centro storico che profuma di storia mediterranea, una luce sull’acqua che non si dimentica.

Ancona, una candidatura nata dalla poesia

Non c’è solo Yeats: il dossier Ancona. Questo Adesso prende il nome dai versi di Francesco Scarabicchi, poeta anconetano scomparso nel 2021, e racconta una città che vuole smettere di essere di passaggio per diventare una destinazione, che intende trasformare il suo porto — storicamente luogo di partenze — in un luogo in cui si arriva per restare. Fondata dai greci nel 387 a.C., riconosciuta come capitale simbolica dell’Adriatico dalla Dichiarazione di Ancona del 2000 e dalla Strategia europea Eusair, la città ha un’identità profonda.

Il programma è articolato in oltre ottanta progetti originali e site-specific, distribuiti in quattro grandi aree tematiche che rispecchiano la morfologia stessa della città: il mare, la città, il parco, la cultura viva. Questo mare si propone come laboratorio di un nuovo rapporto tra infrastrutture e comunità, dove il porto non è solo luogo logistico o commerciale, ma anche spazio culturale, artistico e sociale. La Via Maestra è un filo narrativo attraverso la città che connette musei, piazze, eventi e luoghi della memoria, orientando residenti e visitatori in una rete condivisa. Con Adesso Parco Ancona propone il Parco urbano del Cardeto e il Parco Regionale del Conero come simbolo di equilibrio sostenibile tra natura, paesaggio e arte contemporanea. Mare Culturale, infine, mette al centro creatività digitale, nuovi linguaggi, spazi per le giovani generazioni per costruire ecosistema fondato sulla conoscenza e sulla valorizzazione dei talenti locali.

Dante Ferretti e il museo dell’Adriatico

Tra i progetti che hanno colpito di più la commissione ministeriale c’è il Museo della Civiltà del Mare Adriatico, la cui direzione artistica è affidata a Dante Ferrettitre volte premio Oscar per la scenografia, con film come The Aviator, Sweeney Todd e Hugo Cabret. Marchigiano di Macerata, Ferretti ha cominciato la sua carriera proprio ad Ancona e ha un legame viscerale con questa terra. l progetto promette di essere uno dei musei più originali d’Italia: non una collezione di reperti in vetrina, ma un’esperienza immersiva sulla civiltà adriatica — quella cultura millenaria di scambi, migrazioni, pesca, commercio e incontro tra popoli che il mare ha tenuto insieme per tremila anni. “Ancona è meravigliosa, qui è cominciata la mia carriera ho girato i miei due primi film: ‘Le prigioniere dell’isola del diavolo’ e ‘Il giustiziere dei mari’, poi con Fellini, ci siamo ispirati proprio ad Ancona per ‘E la nave va’ nel 1983. Ora stiamo lavorando a un grande progetto, voglio essere un testimonial della bellezza della mia regione”.

Perché andare ad Ancona, e perché farlo adesso

In attesa del 2028, Ancona è già in movimento. La città ha appena presentato Ancona a cielo aperto, la prima mappa integrata bilingue dell’arte urbana disseminata tra strade, piazze e quartieri — un invito a scoprire la città come museo diffuso, a portata di passeggiata. Sono in cantiere grandi mostre che spaziano dai maestri del Novecento al Rinascimento Adriatico, e il programma culturale verso il 2028 si preannuncia denso e continuo.

Ma c’è di più. Ancona è una di quelle città che sorprendono proprio perché non si danno troppa importanza. Il centro storico ha il ritmo lento e vero delle città di mare che non vivono di turismo di massa. La Mole Vanvitelliana — l’ex lazzaretto sul porto progettato dall’architetto del Real Palazzo di Caserta — è uno dei pochi esempi al mondo di architettura ottagonale di quelle dimensioni. La Cattedrale di San Ciriaco domina il promontorio con una vista che abbraccia l’intero golfo. E poi c’è il Conero: un parco naturale a venti minuti dal centro, con falesie bianche che precipitano nel mare turchese, completamente immune alle logiche del turismo mordi-e-fuggi. Il tutto al centro di un regione, le Marche, che da anni viene citata tra le destinazioni italiane più autentiche e riesce ancora a essere accessibile, umana, ospitale. Da visitare, probabilmente, anche prima del 2028.

Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

L'autenticità di questa notizia è certificata in blockchain. Scopri di più
Articoli correlati