Ci sono ben 7 località italiane tra le European Best Destinations 2026

Da Verona a Taormina, da Bosa in Sardegna a Ravello che domina la Costiera Amalfitana: piccola guida a un turismo consapevole e lento.

Ci sono Verona e Burano, poi si scende in Campania per Procida e la Costiera amalfitana, e infine si va nelle isole maggiori: a Cefalù o a Taormina in Sicilia, oppure nell’entroterra sardo, a Bosa, forse la  chicca più nascosta del viaggio. Sono le sette destinazioni italiane, su un totale di venti, incluse tra le Best European Destinations 2026, la selezione annuale che orienta milioni di viaggiatori europei nella scelta delle mete più significative del continente. E se altrove si opta anche per grande città, come Parigi o Madrid, le mete italiane raccontano qualcosa di nuovo: le città e i borghi premiati non sono le solite capitali del turismo di massa, bensì luoghi dove è ancora possibile viaggiare con lentezza, autenticità e un impatto leggero sul territorio.

Verona, la romantica che non ha bisogno di urlare

La più grande tra le località italiane entrate negli awards dei Best European Destinations, e l’unico capoluogo di provincia è Verona, che conquista per i suoi marmi, la luce calda, le corti silenziose. L’Arena resta ovviamente il cuore pulsante della città, con le sue notti d’opera all’aperto che incorniciano l’estate, ma è il tessuto quotidiano della città a fare la differenza: le cantine di Amarone, la tradizione gastronomica rinnovata da una nuova ondata di chef, hotel ricavati da palazzi storici. Verona si visita a piedi, lentamente, e questo è già di per sé una forma di rispetto.

L’Arena è uno dei principali simboli di Verona © Pexels

Burano, il colore come filosofia di viaggio

Di Venezia si sa già, nel bene come suo malgrado nel male. A pochi minuti di vaporetto, Burano è l’antidoto naturale all’overtourism lagunare. Case dipinte in tonalità vivaci, pescatori che rattoppano le reti, trattorie di famiglia che servono pesce fresco: l’isola funziona come un promemoria di ciò che il turismo dovrebbe essere, e forse di ciò che Venezia fu un tempo. Arrivare in barca, muoversi a piedi, mangiare locale, comprare merletti artigianali invece di souvenir prodotti in serie. Burano, avvisano i Best European Destinations awards, va vissuta fuori stagione quando il turismo di massa lascia spazio ai colori veri.

Procida, l’isola che ha scelto di restare sé stessa

Solitamente diventare Capitale italiana della Cultura finisce per trasformare un po’, inevitabilmente, il tessuto di un luogo. L’isola di Procida, con vista sul Golfo, è riuscita a conservare per buona parte il proprio carattere, senza cedere troppo alla speculazione turistica. Marina Corricella, con le sue case impilate in rosa, giallo e pesca, è uno dei waterfront più fotografati d’Italia, eppure l’isola conserva una dimensione autenticamente locale. Le calette di Chiaia e Pozzo Vecchio, la cucina al limone, il coniglio alla procidana, il ritmo che rallenta naturalmente: Procida è la dimostrazione che si può diventare famosi senza snaturarsi.

Procida
Procida ha colori pastello che si specchiano in mare. Foto di Perseomedusa per IngImage

Ravello, l’Amalfi Coast senza la ressa

Restiamo in Campania, ma torniamo sulla terraferma e iniziamo a rotolare verso sud: la Costiera Amalfitana è sempre un must, ed anche tra le zone turistiche più congestionate d’Europa. Eppure Ravello, già nota per il festival cinematografico, così arroccata in alto sopra il mare, ne offre tutta la bellezza da una posizione privilegiata, che consente di sottrarsi al caos anche in alta stagione. I giardini di Villa Cimbrone e Villa Rufolo, i concerti all’aperto, i sentieri panoramici: è una destinazione che invita alla sosta, alla contemplazione, al passo lento. Chi sceglie Ravello invece di Positano compie già una scelta in controtendenza, e il territorio gliene è grato.

Le due facce della Sicilia 

La Sicilia esce dai Best European Destinations award come la regione italiana più interessante del 2026, con una doppia menzione. La prima tappa è Cefalù, con la sua cattedrale normanna, il promontorio della Rocca che consente una vista fiabesca, ma anche le spiagge di sabbia dorata e una cucina locale che è già di per sé un incentivo al viaggio, tra pistacchio, pesce spada e i grandi classifci: arancini cannoli.

Cefalù, Forum dell’Informazione Cattolica per la Custodia del Creato
Cefalù, la Sicilia più slow. © IngImage

Più elitaria e conosciuta, svetta comunque Taormina, con il suo Teatro Antico incastonato nella roccia e la vista sull’Etna. La città ha una vocazione turistica storica — ci sono passati Goethe, D.H. Lawrence, Truman Capote — eppure sa ancora offrire esperienze genuine: una granita al mattino, un’escursione sul vulcano, un concerto estivo nel teatro greco. Qui gli estensori delle Best European Destinations 2026 hanno un suggerimento importante: meglio scegliere la bassa stagione, intanto perché la luce è diversa e i prezzi più ragionevoli, e poi perché fuori dall’estate Taormina “dimagrisce” e torna accessibile in quanto ad afflusso di turisti.

Bosa, la Sardegna che non ti aspetti

Bosa, gemma nascosta della Sardegna
Bosa, gemma nascosta della Sardegna © Getty Images

E in fine, eccoci in Sardegna con una destinazione tra le più sorprendenti. Bosa infatti non è sul mare,  bensì affaccia sul fiume Temo, nell’entroterra costiero sardo, ed è fatta di case color pastello che salgono sulla collina, con il quartiere di Sa Costa con i suoi vicoli e le botteghe artigiane, la Malvasia locale da assaggiare seduti al sole. Poi certo, c’è anche Bosa Marina che offre mare pulito e ritmi lentissimi. Insomma, il tipo di meta che premia chi si allontana dai circuiti più battuti — e che, proprio per questo, mantiene intatta la sua identità e allarga le braccia a un turismo responsabile.

 

 

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