Le foto della barriera corallina scoperta in Amazzonia

Lo scorso anno un gruppo di oceanologi statunitensi e brasiliani ha scoperto una barriera corallina dove si pensava non potesse esistere: nel Rio delle Amazzoni.

Le barriere coralline di tutto il mondo stanno morendo, uccise lentamente dall’inarrestabile acidificazione degli oceani e dall’aumento delle temperature globali, e più rapidamente dalla pesca eccessiva che favorisce lo sviluppo di alghe in competizione coi coralli, dagli scarichi di rifiuti agricoli e dalla deforestazione. Eppure lo scorso anno un gruppo di scienziati brasiliani ha scoperto una barriera corallina dove non si pensava potesse esistere, nel Rio delle Amazzoni.

Pesce nella barriera corallina amazzonica
Nel corso delle ricerche gli scienziati hanno trovato molte specie di pesci oltre a crostacei, stelle marine e spugne. Una di queste era pesante quanto un cucciolo di elefante (Foto: Greenpeace)

Un incredibile mondo sommerso

La barriera corallina è stata “scoperta” alla foce del fiume, dove si immette nell’Atlantico, e si trova a una profondità tra i cinquanta e i cento metri. Il reef avrebbe dimensioni imponenti e si estenderebbe per quasi diecimila chilometri quadrati. A differenza di ecosistemi simili, questa barriera è caratterizzata da acque torbide e fangose e da forti correnti, proprio per questo è stata ufficialmente scoperta così tardi e si sa ancora poco delle creature che la abitano.

Ricci barriera corallina
“Abbiamo trovato una barriera dove i libri di testo dicono che non dovrebbe essercene una”, ha dichiarato a National Geographic Fabiano Thompson dell’Universidade Federal di Rio de Janeiro, coautore dello studio pubblicato su Science (Foto: Greenpeace)

Il popolo del fango

Secondo le prime spedizioni di ricerca non sarebbe però popolata da un’elevata biodiversità, non perlomeno come le barriere coralline tropicali. Sono comunque numerose le forme di vita già osservate, tra cui oltre 70 specie di pesci, crostacei, diverse specie di spugne, di cui una gigantesca, e stelle marine. “Vi abbiamo trovato gli animali più straordinari che abbia mai incontrato in questo tipo di spedizione – ha affermato l’oceanografa Patricia Yager della University of Georgia. – C’erano gorgonie a ventaglio, spugne rosse e gialle come Aplysina insularis e minuscoli pesci del colore del tramonto, oltre ad alghe simili a coralli chiamate rodoliti”.

Le prime foto diffuse da Greenpeace

Le prime fotografie della barriera sono state appena pubblicate e sono state scattate da un sottomarino di Greenpeace che ha anche lanciato una campagna per proteggere la barriera appena scoperta.

Barriera corallina che si affaccia sul Pacifico
La barriera corallina si estende per oltre 9.300 km quadrati sul fondale marino fino al limitare della piattaforma continentale sudamericana, dall’estremità meridionale della Guyana Francese fino allo stato brasiliano di Maranhão (Foto: Greenpeace)

Il petrolio minaccia la barriera

Sono infatti numerosi i pericoli per questo sorprendente ecosistema, minacciato soprattutto dall’esplorazione petrolifera della regione. “Attività industriali su larga scala rappresentano una sfida ambientale enorme, e le compagnie dovrebbero impegnarsi in una completa valutazione socio-ecologica del sistema prima di estenderne l’impatto”, si legge nello studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista Science.

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