Australia, pompieri in missione per salvare dalle fiamme alberi preistorici

Gli ultimi esemplari dell’antichissimo pino di Wollemi sono stati salvati dagli incendi che hanno colpito il Nuovo Galles del Sud da una squadra specializzata di vigili del fuoco.

Gli incendi che da oltre quattro mesi stanno bruciando enormi aree naturali in Australia, oltre che per la popolazione umana, sono una grave minaccia per la peculiare biodiversità australiana. L’opinione pubblica si è preoccupata quasi esclusivamente per gli animali, in particolare per i mammiferi, come koala e canguri — in pochi sono probabilmente stati in ansia per la sorte del verme di velluto del Queensland, artropode predatore dalla spiccata socialità, il cui circoscritto areale potrebbe essere stato ridotto in cenere —, ma anche alcune preziose specie vegetali autoctone sono in pericolo.

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Tra queste spicca una delle specie di alberi più antiche e rare del mondo, che fino al 1994 era ritenuta estinta da circa 65 milioni di anni e di cui sopravvivono in natura meno di duecento esemplari, la wollemia (Wollemia nobilis).

L’albero dell’epoca dei dinosauri

Questa antichissima conifera risalente al Giurassico, appartenente alla famiglia delle Araucariaceae e unica rappresentante vivente del genere Wollemia, sopravvive in natura solo nello stato australiano del Nuovo Galles del Sud, il più devastato dai roghi. L’esatta ubicazione dell’ultimo boschetto naturale di wollemia, scoperto ventisei anni fa dalla guardia forestale David Noble in una remota gola del parco nazionale di Wollemi, a circa 150 chilometri da Sydney, è stata mantenuta segreta proprio per preservare questa rara specie.

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Lo scorso ottobre un grande incendio, innescato da un fulmine, ha colpito la montagna di Gospers, parte della catena montuosa delle Blue mountains, riducendo in cenere oltre 500mila ettari di territorio. Gli scienziati temevano che le fiamme, domate solo pochi giorni fa, potessero aver raggiunto la forra che custodisce il boschetto di wollemia, condannando l’ultima popolazione selvatica di questa specie (di cui è comunque stato avviato nel 2006 un progetto di propagazione).

Esemplari di wollemia nella gola australiana
La wollemia può raggiungere dimensioni notevoli, arrivando fino a 35-40 metri di altezza © New South Wales national parks and wildlife service

Come è stata salvata la wollemia

Per fortuna non è stato così e, grazie ad un’apposita missione, i vigili del fuoco sono riusciti a mettere in sicurezza l’ultima popolazione naturale di queste affascinanti conifere. I pompieri hanno spento gli incendi scoppiati nella zona tramite l’impiego degli appositi aerei Bombardier e l’intervento di squadre antincendio di terra.

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Una squadra di pompieri specializzata, calatasi nella gola da un elicottero, ha inoltre installato un sistema di irrigazione per aumentare il livello di umidità dell’area e rallentare l’avanzamento di eventuali nuovi incendi. “È stata come un’operazione di tipo militare – ha dichiarato Matt Kean, ministro dell’Energia e dell’ambiente del Nuovo Galles del Sud. – Il parco nazionale di Wollemi è l’unico posto al mondo in cui questi alberi vivono ancora in natura e sapevamo che dovevamo fare tutto il possibile per salvarli”.

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Una missione segreta

L’operazione che ha portato al salvataggio degli alberi di wollemia, guidata dal National parks and wildlife service del Nuovo Galles del Sud, è stata condotta in segreto per evitare di rivelare la posizione delle antiche conifere. La loro precisa ubicazione non è mai stata resa nota e l’accesso all’area è consentito esclusivamente ai ricercatori. Queste misure di sicurezza servono per evitare possibili disturbi agli alberi, come l’introduzione di agenti patogeni da parte dei visitatori.

Un pompiere ammira un albero di wollemia
Grazie a un programma di propagazione avviato nel 2006, semi e giovani esemplari wollemia sono stati diffusi in diversi paesi per garantire la sopravvivenza a lungo termine delle specie © New South Wales national parks and wildlife service

La resilienza della wollemia

Le operazioni dei vigili del fuoco potrebbero essere state decisive per preservare gli ultimi alberi di wollemia. Tuttavia, secondo gli scienziati, questa pianta dalla spessa e bizzarra corteccia si sarebbe evoluta per resistere alle fiamme. Le prove, come il tronco quasi carbonizzato di alcuni esemplari, suggeriscono infatti che gli alberi nel parco nazionale di Wollemi siano sopravvissuti a incendi boschivi di una certa intensità in passato. Le fiamme minaccerebbero soprattutto i giovani esemplari, non ancora sufficientemente protetti dalla corteccia, e non è detto che neppure gli individui più anziani avrebbero potuto reggere l’urto del recente incendio, anomalo per vastità e durata.

Per fortuna per questa antica specie, testimone dell’immane catastrofe che 66 milioni di anni fa interruppe, di colpo, il regno dei dinosauri non aviani, non è ancora suonata la campana. Questa sperduta striscia di preistorica foresta pluviale, incastonata in un canyon australiano, potrà continuare ad alimentare la nostra immaginazione e a far giungere fino a noi l’eco di epoche remote.

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