Cicloturismo

Biocycling, in Bolivia tra le coltivazioni bio di quinoa

In questi giorni siamo nel mezzo del nulla a Isla Incahuasi, nel salar de Thunupa (così come lo chiamavano anticamente gli Aymara), ufficialmente De Uyuni. Abbiamo visitato alcuni produttori di quinoa biologica e certificata Fairtrade nell’altipiano boliviano, dove cresce a 3750 metri d’altitudine, dopo aver partecipato alla festa dell’anniversario di Anapqui, associazione di 2000 piccoli

In questi giorni siamo nel mezzo del nulla a Isla Incahuasi, nel salar de Thunupa (così come lo chiamavano anticamente gli Aymara), ufficialmente De Uyuni. Abbiamo visitato alcuni produttori di quinoa biologica e certificata Fairtrade nell’altipiano boliviano, dove cresce a 3750 metri d’altitudine, dopo aver partecipato alla festa dell’anniversario di Anapqui, associazione di 2000 piccoli campesini e uno dei fornitori Naturasì.

Lungo la strada, prima di arrivare al grande salar ci siamo fermati in diverse comunità che producono quinoa, dove abbiamo partecipato ad un matrimonio di un produttore: 3 giorni di festa!

Quinoa bio, i contadini in sofferenza

La popolazione sta soffrendo quest’anno di una grave siccità, tanto che abbiamo partecipato ad un rito ancestrale per richiamare la pioggia. Siamo stati accolti a braccia aperte, dormiamo nel salone di una scuola o in tenda, in base ai luoghi che visitiamo.

biocycling
Sebastien ed Alberta insieme alle figlie visitano le piantagioni di quinoa, in Bolivia. Foto via Biocycling.

Purtroppo i produttori di quello che qui viene chiamato “il grano d’oro delle Ande”, alimento autoctono dell’altipiano boliviano, sono oggi in crisi a causa dell’aumento della domanda del cereale e della sua produzione cresciuta in molti altri Paesi. Un peccato per tutte queste persone, dal cuore grande, che rispettano la Pachamama e la coltivano con grande lavoro e passione.

Biocycling in Bolivia

La Bolivia è un Paese che ci ha stregato, i volti dei popoli indigeni, con le loro storie e le loro tradizioni alle quali ci avviciniamo con molto rispetto. Le bimbe stanno bene, quando possiamo continuiamo a studiare con loro, grazie al Roadschooling: Alberta le segue in italiano con il programma della loro scuola e gli esercizi di matematica; io le seguo con l’inglese e le ricerche sulle tematiche locali. Ormai hanno imparato lo spagnolo meglio di noi e ad ogni occasione giocano con i bimbi che incontriamo, riescono addirittura a cambiare l’accento. Un bagaglio che certamente sarà loro utile in futuro.

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