Premi Nobel

Chi è Abdulrazak Gurnah, premio Nobel per la Letteratura 2021

Abdulrazak Gurnah, originario di Zanzibar, è stato insignito del premio Nobel per la Letteratura 2021 per i suoi romanzi sul colonialismo e sulle migrazioni.

Il romanziere Abdulrazak Gurnah è stato insignito del premio Nobel per la Letteratura 2021 per “la sua narrazione senza compromessi ma compassionevole degli effetti del colonialismo e del destino di un rifugiato nel divario fra continenti e culture”. Gurnah è nato nel 1948 sull’isola di Zanzibar, in Tanzania, territorio estremamente cosmopolita prima della globalizzazione.

Dopo la pacifica liberazione dal dominio coloniale britannico nel dicembre 1963, Zanzibar attraversò una rivoluzione che, sotto il regime del presidente Abeid Karume, condusse alla persecuzione dei cittadini di origine araba. Gurnah era fra loro e a soli diciotto anni, dopo aver terminato la scuola, fu costretto a lasciare la sua famiglia e fuggire dal paese, la neonata Repubblica di Tanzania, per emigrare nel Regno Unito.

Opere di Gurnah
Alcune opere di Gurnah © Jonathan Nackstrand/Afp via Getty Images

Le opere di Abdulrazak Gurnah

Il tema delle migrazioni è stato ricorrente nelle sue opere fin da quando ha cominciato a scrivere all’età di 21 anni e, anche se lo swahili era la sua lingua madre, l’inglese si è trasformato nel suo linguaggio letterario. A ispirarlo sono state la poesia persiana e araba, ma soprattutto la letteratura inglese, da Shakespeare a Naipaul.

Lo scrittore africano ha pubblicato dieci romanzi e svariati racconti brevi, nei quali ha rotto le convenzioni consapevolmente, stravolgendo la prospettiva coloniale per abbracciare il punto di vista delle popolazioni indigene, sforzandosi al tempo stesso di evitare l’onnipresente nostalgia per un’Africa incontaminata.

Il suo romanzo d’esordio, Memory of departure del 1987, parla di una rivolta fallita nel continente africano: il giovane protagonista tenta di sfuggire alla rovina sociale della costa, sperando di essere preso sotto l’ala protettrice di uno zio benestante a Nairobi, ma viene umiliato e restituito alla sua famiglia distrutta, con un padre alcolizzato e violento e una sorella costretta a prostituirsi. Il romanzo Il disertore, pubblicato nel 2005, si pone in netta contraddizione con la tradizionale storia dell’eroe europeo che si vanta delle sue conquiste. Così come il suo ultimo lavoro, Afterlives del 2020, che racconta il ritorno in patria di un emigrato e l’esigenza di mantenere vivo il ricordo di chi non è più lì ad aspettarlo.

Prima delle mappe, il mondo non aveva confini. Le mappe gli hanno dato una forma e lo hanno fatto somigliare a un territorio, a qualcosa che si può possedere, oltre che devastare e saccheggiare.

Abdulrazak Gurnah, By the sea

L’Africa che non conosciamo

I personaggi itineranti di Gurnah si trovano in uno stato di incertezza sospeso fra culture e continenti, fra una vita che era e una vita che è. “La sua dedizione alla verità e la sua avversione alla semplificazione sono sorprendenti. Questo può renderlo cupo e intransigente, mentre segue il destino degli individui con grande compassione e impegno inflessibile. I suoi romanzi si ritraggono dalle descrizioni stereotipate e aprono il nostro sguardo su un’Africa orientale culturalmente diversificata, sconosciuta a molti in altre parti del mondo”, ha spiegato la giuria del premio Nobel.

Gurnah, che ha insegnato letteratura post-coloniale all’Università del Kent fino alla pensione, ha potuto fare ritorno a Zanzibar solo nel 1984, in tempo per dare un ultimo saluto al padre morente. Il cui ricordo resterà vivo nelle parole che la penna del figlio ha tracciato in maniera indelebile.

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