Chi è Chloé Zhao, la prima donna asiatica a vincere la miglior regia ai Golden globe

Con il suo film Nomadland Chloé Zhao è la prima donna asiatica a conquistare il Golden globe per la regia. Ma non è l’unico motivo per cui sentiremo ancora parlare di lei.

È un duplice successo quello ottenuto la notte del 28 febbraio ai Golden globe da Chloé Zhao. Oltre a conquistare due tra le statuette più ambite della kermesse (quelle per la miglior regia e il miglior film drammatico) con il suo Nomadland, la cineasta cinese ha infatti ottenuto un primato: è stata la prima regista asiatica a ricevere una nomination nella categoria miglior regia e la seconda donna in assoluto a vincerla dopo Barbra Streisand (nel 1984 per Yentl). Un “dettaglio” da aggiungere al quadro è che da allora sono passati quasi quarant’anni.

Francesc McDormand, Nomadland
Le riprese di Nomadland sono iniziate a settembre 2018 in South Dakota e sono proseguite per sei mesi, tra Nebraska e Nevada, vicino al deserto Black Rock © Searchlight Pictures

Il risultato fa il paio con un altro record importante: per la prima volta nella storia dei Golden Globe, la categoria miglior regia ha visto nominate tre donne. Oltre a Zhao erano in lizza anche Emerald Fennell per Una donna promettente (Promising Young Woman) e Regina King per Quella notte a Miami… (One night in Miami…). Un segnale molto importante per un settore in cui il gender gap è ancora altissimo e che fa ben sperare anche per i prossimi premi Oscar, dove la storia potrebbe ripetersi.

Nel ricevere il premio, collegata in streaming come tutti i candidati di questa edizione ai tempi della pandemia, Chloé Zhao ha ringraziato il team del film, la sua famiglia e tutta la comunità nomade con cui ha collaborato, citando proprio le parole di uno di loro: “La compassione è ciò che fa crollare le barriere tra di noi. Un legame tra cuore e cuore. Il tuo dolore è il mio dolore”. Una riflessione con cui ha voluto spiegare il suo amore per il cinema.

Questo è il motivo per cui amo fare film e raccontare storie. Perché ci dà la possibilità di ridere e piangere insieme. E ci dà modo di imparare gli uni dagli altri e di avere più compassione l’uno per l’altro.

Chloé Zhao, regista di Nomadland

Nomadland, la trama del film

Ispirato al libro di Jessica Bruder, Nomadland. Un racconto d’inchiesta (Edizioni Clichy) il film vede protagonista Fern (Frances McDormand), una donna di sessantuno anni che ha perso suo marito e tutto ciò che aveva durante la Grande recessione, la crisi economica mondiale verificatasi tra il 2007 e il 2013 e scoppiata negli Stati Uniti. In seguito al collasso economico di Empire, la città mineraria del Nevada in cui vive, Fern decide di partire verso ovest a bordo di un furgone, che diventerà la sua casa.

Empire era una città aziendale che per anni fu la casa di generazioni di minatori di gesso prima di essere cancellata a causa della grande recessione, durante la quale tutti furono sfrattati. Persino il codice postale venne cancellato.

Jessica Bruder, autrice del libro Nomadland. Un racconto d’inchiesta

Il viaggio si trasformerà per Fern in esplorazione di nuovi luoghi e scoperta di una dimensione sconosciuta, lontana dalla società convenzionale. Grazie all’incontro con la comunità nomade e all’amicizia con Dave (David Strathairn), la donna troverà una nuova indipendenza “nella natura, nelle terre selvagge, nelle rocce, negli alberi, nelle stelle, in un uragano”, come spiega la regista.

“Nei panni di Fern, ho lavorato insieme ai veri dipendenti di un centro di distribuzione di Amazon, in una coltivazione di barbabietole da zucchero, nel bar di un’attrazione per turisti e come camp host in un Parco Nazionale”, racconta McDormand. “Nella maggior parte dei casi, nessuno mi riconosceva e tutti pensavano che fossi una dipendente come tutti gli altri. Ovviamente, non ho lavorato per tutte le ore richieste da questi mestieri. Ma abbiamo cercato di comunicare l’impressione di un lavoro reale e delle sue conseguenze: le sfide fisiche e il disagio vissuti da una persona più anziana, ma anche la gioia di lavorare e vivere in mezzo alla natura come camp host in un parco nazionale, la sensazione di avere uno scopo e il guadagno disponibile grazie a questi lavori”.

Ad accompagnare la protagonista e lo spettatore alla scoperta del vasto paesaggio dell’ovest americano, dalle Badlands del South Dakota al deserto del Nevada, fino alla costa pacifica, ci sono Linda May, Swankie e Bob Wells, mentori e compagni scelti da Zhao tra veri nomadi americani.

Per la distribuzione di Nomadland in Italia non è stata ancora annunciata una data, ma canali ufficiali parlano di un generico “prossimamente al cinema”, facendo sperare in un’uscita nelle sale.

Storia di un successo che ora punta all’Oscar

Il successo ai Golden globe 2021 di Chloé Zhao arriva dopo una lunga serie di prestigiosi premi e il riconoscimento unanime della critica internazionale. Da quelli ricevuti al Toronto Film Festival al Leone d’oro di Venezia fino alle centinaia di premi ricevuti, il trionfo di questo road movie ambientato nel mondo dei moderni nomadi americani, non si è mai fermato. Merito anche di Frances McDormand, protagonista e produttrice del film (anche lei nominata ai Golden Globe come miglior attrice), che ha personalmente ingaggiato Zhao, dopo aver visto il suo secondo film The rider – Il sogno di un cowboy (distribuito in Italia da Wanted Cinema), definendolo “una delle cose migliori che io abbia visto negli ultimi tempi”. Da lì la decisione di proporle la regia di un film ispirato al libro della Bruder, di cui McDormand aveva opzionato i diritti insieme al produttore Peter Spears.

L’intuizione, oggi, sembra aver dato ampiamente ragione all’attrice e produttrice, che con Nomadland potrebbe anche conquistare il suo terzo Oscar (dopo quelli per Fargo e per Tre manifesti a Ebbing, Missouri).

Sebbene le candidature ufficiali agli Academy award 2021 saranno annunciate solo il 15 marzo, sono già in molti a scommettere su un trionfo di Nomadland alla cerimonia dei 93esimi premi Oscar che si terrà domenica 25 aprile 2021 e sarà trasmessa in diretta sulla statunitense Abc e in più di 225 paesi e territori in tutto il mondo.

Nomadland, set
Per il cast la regista ha ingaggiato anche dei veri nomadi americani © Searchlight Pictures

Chloé Zhao, perché sentiremo ancora parlare di lei

Nata e cresciuta a Pechino, Chloé Zhao (classe 1982), ha vissuto anche a Brighton, in Inghilterra per poi trasferirsi negli Stati Uniti, dove ha studiato prima scienze politiche e poi produzione cinematografica alla New York University. Il suo vero nome è Zhao Ting e oggi vive in California, dove con la sua storia e la sua carta di identità oggi rappresenta un simbolo di quell’inclusione di cui Hollywood è sempre più in cerca.

Nomadland è il suo terzo film, dopo due opere indipendenti con le quali negli ultimi anni si è fatta conoscere e apprezzare nel mondo dei festival e tra gli addetti ai lavori. Il suo primo lungometraggio da sceneggiatrice, regista e produttrice è Songs my brothers taught me, presentato al Sundance film festival nel 2015, ambientato nella riserva indiana di Pine Ridge e con protagonisti due fratelli Sioux.

Il secondo film diretto da Zhao è The rider – Il sogno di un cowboy, un western moderno con protagonista un vero cowboy e premiato con l’Art cinema award alla Quinzaine des réalisateurs del festival di Cannes.

Tanti i tratti comuni di Nomadland con questi titoli, da quel realismo sociale con cui la telecamera svela personaggi nascosti, realtà sconosciute e stili di vita alternativi, ai paesaggi crepuscolari e suggestivi che diventano lo sfondo di storie personali e legami fraterni. Tutto raccontato da una prospettiva poetica e molto personale.

Un approccio che non solo ha conquistato la stima di una veterana come Frances McDormand, ma che ha persino convinto un gigante come i Marvel studios ad affidare proprio a Chloé Zhao la regia del suo nuovo attesissimo cinecomic The eternals (Gli eterni). Il colossal, per cui la regista ha ammesso di aver avuto molto margine di manovra, conta su un cast stellare (da Richard Madden ad Angelina Jolie e Salma Hayek) e uscirà il prossimo 5 novembre 2021 negli Usa.

The eternals Comicon
Il cast del film The eternals al Marvel studios panel del Comic-con di San Diego del 2019 © Getty Images

Un cambio di genere decisivo rispetto ai film di debutto della regista, che, secondo le prime indicrezioni di chi lo ha visto, ha già suscitato l’entusiasmo dei produttori, scatenando ancora di più la curiosità dei fan del cinematic Marvel universe.

Intanto per la regista c’è l’appuntamento con gli Oscar, il prossimo 25 aprile, per provare a conquistare un nuovo primato: diventare la seconda donna a vincere il premio dopo Kathryn Bigelow, che lo conquistò dieci anni fa, nel 2011, per The hurt locker.

Searchlight Pictures ha annunciato che Nomadland uscirà al cinema prossimamente (salvo disponibilità dei cinema) e debutterà il 30 aprile 2021 su Star all’interno di Disney+ e sarà disponibile per tutti gli abbonati Disney+ senza costi aggiuntivi.

 

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