Cinema, il Green Film Lab arriva a Torino: ad aprile l’appuntamento con la sostenibilità

Open call aperta fino al 20 febbraio per il primo workshop dell’anno, dedicato a produttori, sustainability manager e professionisti dell’audiovisivo.

Per i professionisti del cinema con il pallino – di più: con l’esigenza – della sostenibilità, al primo ciak manca davvero poco. L’appuntamento è a Torino, dove dal 17 al 19 aprile si svolgerà il nuovo Green Film Lab, il workshop promosso dal laboratorio internazionale TorinoFilmLab del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Un appuntamento che rafforza un percorso ormai strutturato, e che oggi colloca la sostenibilità al centro dell’attività formativa del TorinoFilmLab grazie a un’intuizione fondamentale: quella che anche la produzione cinematografica, al giorno d’oggi e in tempi di crisi climatica sempre più lampante, è chiamata a confrontarsi con il proprio impatto ambientale.

Basti pensare che un singolo film può generare emissioni comprese tra 391 e 3.370 tonnellate di CO2, l’equivalente del consumo energetico annuale di oltre 650 abitazioni, secondo le stime utilizzate oggi nei protocolli europei di green production. Numeri che rendono evidente come il cinema, pur non essendo un’industria pesante in senso stretto, incida ma abbia anche margini concreti di miglioramento. Dove miglioramento vuol dire necessariamente trasformazione.

Il Green Film Lab Torino 2026

Negli ultimi anni il TorinoFilmLab ha progressivamente costruito un ecosistema dedicato alla sostenibilità dell’audiovisivo. Dal 2008 a oggi ha accompagnato oltre 2.500 professionisti provenienti da 101 Paesi, contribuendo allo sviluppo di circa 270 film e serie (tra i tanti, ricordiamo il caso di successo di Vermiglio, di Maura Depero, vincitore prima del Leone d’Argento a Venezia 2024 e poi di due David di Donatello nel 2025) e collaborando con 130 partner internazionali. Ma dal 2022, con il lancio del Green Film Lab, questo percorso ha assunto anche una forma specifica, con l’obiettivo di tradurre gli standard europei di sostenibilità in competenze operative, capaci di incidere davvero su produzioni più “leggere” dal punto di vista dell’impatto ambientale: ad oggi il programma ha realizzato 11 edizioni, coinvolgendo 287 professionisti europei in 9 Paesi, con oltre 150 partecipanti alle open session dedicate agli operatori locali.

Il workshop torinese del 2026 sarà il primo appuntamento annuale del Green Film Lab e consterà di una struttura residenziale di tre giorni. È pensato per produttori con o senza progetto, sustainability manager e rappresentanti delle istituzioni cinematografiche, con una composizione che riflette la dimensione europea del settore: 80 per cento di professionisti italiani e 20 per cento di professionisti europei. I 24 partecipanti selezionati al workshop (che si svolgerà in lingua inglese ad un costo di 300 euro, e al quale ci può iscrivere qui entro il 20 febbraio, ndr) lavoreranno su casi concreti di film e serie in fase di sviluppo o pre-produzione, simulando la costruzione di un piano di sostenibilità applicabile e orientato anche all’ottenimento di una certificazione green secondo il sistema paneuropeo Green Film. Accanto alle sessioni di lavoro chiuse, il programma prevede una industry Session aperta al territorio, pensata per favorire il dialogo con le realtà produttive piemontesi e creare nuove connessioni professionali.

Competenze green come leva di competitività

Un passo tanto utile e lodevole, quanto necessario: la sostenibilità infatti è diventata un requisito sempre più rilevante per accedere ai finanziamenti pubblici europei. La legge europea sul clima fissa una riduzione delle emissioni del 55 per cento entro il 2030, e il settore audiovisivo non fa eccezione. Per questo, TorinoFilmLab ha tradotto l’urgenza della transizione green in una forma di aggiornamento professionale e di nuove figure specializzate, come per esempio quella del green manager, e di maggiore efficienza organizzativa. Il Green Film Lab lavora proprio su questo nodo: formare produttori e consulenti in grado di integrare pratiche sostenibili nei processi decisionali, facilitare le coproduzioni internazionali e rafforzare la competitività delle imprese audiovisive, soprattutto nei contesti regionali.

Un momento del Green Film Lab di Varsavia
Un momento del Green Film Lab di Varsavia © Tfl

Il workshop di aprile si inserisce in una strategia più ampia che comprende anche il Green Production Lab, il Green Narratives dedicato allo storytelling climatico e una serie di azioni interne del TorinoFilmLab: dalla presenza di una Green development manager alla certificazione ISO 20121 per gli eventi, fino alla definizione di policy e linee guida condivise con partner e fornitori. Un approccio sistemico che punta a fare della sostenibilità non un vincolo ideologico, ma un fattore strutturale di qualità e innovazione per l’audiovisivo. Un percorso già avviato, misurabile nei numeri e nelle pratiche, che con il nuovo Green Film Lab di Torino continua a radicarsi nel territorio, per il quale rappresenta anche un investimento strategico: il progetto infatti rafforza il posizionamento del Piemonte nel panorama audiovisivo europeo come polo attento alla sostenibilità, genera competenze specialistiche spendibili localmente e attiva filiere virtuose con fornitori e professionisti locali.

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