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Coronavirus, confinamento fino al 3 maggio. Ma riaprono alcune attività

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha prorogato le restrizioni per il coronavirus fino al 3 maggio. Riaprono le librerie. Task force per la “fase 2”.

Non solo Pasqua e Pasquetta: passeremo a casa anche le festività del 25 aprile e del 1 maggio. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel pomeriggio del venerdì santo ha annunciato, in una conferenza stampa trasmessa in tv e sui social, che le misure di distanziamento sociale prese per fermare il contagio da Covid-19 – imposte inizialmente fino al 13 aprile – verranno prorogate nuovamente. Questa volta fino al 3 maggio.

“Non possiamo vanificare gli sforzi profusi finora”

“È una decisione difficile ma necessaria, di cui mi assumo tutte le responsabilità – ha affermato Conte -. I segnali della curva epidemiologica sono incoraggianti e le misure messe in atto dal governo stanno dando dei frutti, ma proprio per questo non possiamo vanificare gli sforzi fin qui compiuti. Se cedessimo adesso rischieremmo che i risultati ottenuti vengano persi e sarebbe una grave frustrazione per tutti”.

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I dati degli ultimi giorni circa la diffusione della pandemia di coronavirus dimostrano infatti che in Italia la curva dei contagi ha iniziato a decrescere da qualche giorno, ma ancora in maniera non abbastanza significativa da far scattare la cosiddetta fase 2. Proprio oggi tra l’altro secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità la pandemia ha raggiunto la cifra di 100 mila morti nel mondo, e di 1,6 milioni di persone contagiate.

Si inizia a pensare alla “fase 2”: il post-coronavirus

Le uniche attività che potranno riaprire a partire dalla prossima settimana saranno librerie, cartolerie, negozi per neonati oltre al settore della silvicoltura: per il resto le restrizioni rimarranno quelle già in vigore, sia per gli spostamenti che per le attività commerciali. “Siamo tutti impazienti di ripartire, l’auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire, con qualche gradualità, ma dobbiamo compiere questo ulteriore sforzo”.

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Coronavirus, strade disinfettate a Pisa @ Laura Lezza/Getty Images

Il premier ha annunciato di aver firmato un altro decreto, quello per la costituzione di un comitato di esperti da affiancare al comitato tecnico-scientifico per la “fase 2”, quella della graduale ripresa, che sarà guidato da Vittorio Colao, “uno dei manager italiani più apprezzati anche all’estero” e che comprende “esperti, personalità, sociologi, psicologi, esperti dell’organizzazione del lavoro, manager”. Tra questi anche Enrico Giovannini, ex presidente dell’Istat e attuale portavoce dell’Agenzia per lo sviluppo sostenibile. “Stiamo già pensando alla ‘fase 2’, non possiamo aspettare che il virus scompaia del tutto, il comitato di occuperà di pensare una ripresa equa e sostenibile”, ha spiegato Conte. Aggiungendo che “dovremo modificare logiche dell’organizzazione del lavoro consolidate, ripensare alcuni radicati modelli di vita economica e sociale. Dobbiamo inventarci e proporre nuovi modelli, in modo che tengano conto anche della qualità della vita”.

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