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Coronavirus, un miliardo di confinati nel mondo. Le misure paese per paese

Confinamenti, scuole sospese, frontiere chiuse. Ecco le misure che sono state adottate nel mondo per fronteggiare il coronavirus.

È pari a quasi un miliardo il numero di persone che, in tutto il mondo, sono state sottoposte a misure di confinamento a causa del coronavirus. Un dato incredibile, che coinvolge (per ora) 35 nazioni. Ma anche chi non ha deciso di obbligare i cittadini a rimanere nelle loro case ha adottato misure di prevenzione di fronte alla pandemia. Ecco la situazione attuale nel mondo, secondo le analisi realizzate dall’agenzia Afp e dall’emittente Al Jazeera.

Paesi che hanno introdotto il confinamento di tutta la popolazione

Italia

Come noto, l’Italia è la prima nazione ad aver ordinato a tutta la popolazione di non uscire di casa. Gli ultimi dati riferiti dalla Protezione civile indicano in 651 il numero di morti nelle ultime 24 ore. Il che porta il totale a 5.476. Sono invece 7.024 le persone guarite: 952 in più in una sola giornata. Inoltre, diminuisce il numero di nuovo contagiati: sono 3.957, contro i 4.821 del giorno precedente. Dati positivi, ma che vanno presi con le pinze: occorrerà verificare se il trend verrà confermato nel corso della settimana.

PIazza San Marco a Venezia vuota per colpa del coronavirus © Marco di Lauro/Getty Images
PIazza San Marco a Venezia vuota per colpa del coronavirus © Marco di Lauro/Getty Images

Spagna

Lo stato d’emergenza è stato dichiarato il 14 marzo. Sono 46 milioni gli spagnoli che non possono uscire di casa se non per attività essenziali: fare la spesa, andare a lavoro se non è possibile adottare lo smart working, andare in farmacia o ad effettuare cure e analisi mediche. Madrid ha anche disposto la chiusura delle frontiere con Francia e Portogallo.

Francia

Da martedì 17 marzo a mezzogiorno, in Francia è stato disposto il confinamento dell’intera popolazione, per due settimane. La misura sarà con ogni probabilità prolungata dal governo nei prossimi giorni. Per uscire di casa, come in Italia, occorre un’autocertificazione. In caso di mancato rispetto delle regole, è prevista una multa di 135 euro, che potrebbe essere aumentata sensibilmente (fino ad alcune migliaia di euro) secondo quanto trapelato dall’esecutivo.

Belgio

Il confinamento totale è stato disposto a partire da mercoledì 18 marzo. Tutta la popolazione è stata invitata a rimanere a casa fino almeno al 5 aprile. Anche in questo caso è consentito uscire di casa per effettuare acquisti essenziali.

Austria

Il governo Kurz ha annunciato l’introduzione di misure di confinamento più tardi rispetto alle nazioni vicine. Il 20 marzo, l’esecutivo di Vienna ha annunciato che il divieto di uscire di casa sarà prorogato fino al 13 aprile. Non sono tuttavia richieste autocertificazioni.

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Tunisia

Il confinamento è stato avviato nella giornata di domenica 22 marzo ed è previsto fino al 4 aprile. Il governo ha spiegato che sarà possibile continuare a lavorare nei settori giudicati “vitali” per la nazione.

Marocco

Dopo una serie di misure preventiva, che hanno compreso anche un confinamento parziale, il 19 marzo il governo ha annunciato l’entrata in vigore del divieto generalizzato. Nonostante nella nazione nordafricana i casi siano ancora inferiori a 100.

Venezuela

In Venezuela, il governo di Maduro ha annunciato la “quarantena totale” del proprio paese. Sospese tutte le attività professionali, ad esclusione di quelle legate alla distribuzione di cibo, alla sicurezza, ai servizi sanitari e ai trasporti.

Maduro venezuela
Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro © Spencer Platt/Getty Images

Argentina

È stato il secondo paese dell’America Latina a decretare il confinamento “preventivo e obbligatorio” di tutta la popolazione, ovvero 44 milioni di abitanti. La misura è prevista, per ora, fino al 31 marzo.

Colombia

Il confinamento totale in Colombia è previsto a partire dalla sera di domani, martedì 24 marzo, e durerà tre settimane, secondo quanto dichiarato dal presidente Ivan Duque in un discorso alla nazione.

Libano

In Libano il divieto di uscire di casa è stato introdotto il 15 marzo, assieme all’instaurazione dello “stato d’emergenza sanitaria”. Il confinamento durerà almeno fino al 29 marzo e prevede la chiusura quasi totale di imprese, negozi e uffici della pubblica amministrazione.

Benjamin Netanyahu palestinesi
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu © Lior Mizrahi/Getty Images

Israele

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha introdotto il confinamento della popolazione a partire dal 19 marzo, incaricando la polizia di far rispettare la disposizione. Consentite le uscite per acquistare cibo e medicinali.

Paesi che hanno introdotto misure di confinamento parziale

Stati Uniti

Negli Stati Uniti il presidente Donald Trump ha per ora affermato di non voler disporre il confinamento di tutta la popolazione. Misura che tuttavia è già stata introdotta da numerosi stati federali: California, New York, New Jersey, Illinois, Pennsylvania e Nevada. Le tre principali città del paese – New York, Los Angeles e Chicago – sono coinvolte. Sono più di 100 milioni gli abitanti che non possono lasciare le proprie abitazioni. Vietati inoltre i voli in arrivo dall’Europa.

Germania

Il governo della cancelliera Angela Merkel (lei stessa contagiata dal coronavirus) ha imposto il confinamento soltanto in due regioni: la Baviera e il Saarland. Ciò a partire da venerdì 20 marzo.

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La cancelliera tedesca Angela Merkel © Sean Gallup/Getty Images

Cina

La provincia di Hubei, primo grande focolaio mondiale del coronavirus, è isolata dal resto della Cina dalla fine di gennaio. La misura è stata tuttavia parzialmente ritirata a partire dal 14 marzo, grazie all’efficacia delle disposizioni adottate da Pechino.

Portogallo

Lo stato d’emergenza in Portogallo è stato decretato il 19 marzo. Tuttavia, soltanto chi è infetto o chi sospetta di esserlo deve rispettare un confinamento obbligatorio, ha annunciato il primo ministro Antonio Costa.

Paesi che hanno adottato altre misure contro il coronavirus

Regno Unito

Il governo di Boris Johnson non ha disposto alcun confinamento, benché abbia invitato la popolazione a limitare i contatti e gli spostamenti non essenziali. Agli anziani e alle donne incinte è stato chiesto di rimanere isolati per tre mesi.

Polonia

In Polonia sono state chiuse temporaneamente le scuole e vietate le riunioni pubbliche, nonché gli eventi sportivi e culturali. Imposti quindi controlli sanitari alle frontiere.

cina, confinamento per il coronavirus
Una strada vuota di Wuhan, in Cina © wanghe/Getty Images

Svizzera

Berna ha vietato le riunioni di più di cinque persone ma, per ora, ha scartato l’ipotesi di un confinamento della popolazione, ritenendo che chi lo ha adottato si sia lanciato in misure di “politica-spettacolo”.

Repubblica Ceca

Il governo ha chiuso scuole, pub, teatri, cinema e altri luoghi in cui si possono riunire molte persone.

Ungheria

Dal 16 marzo, in Ungheria sono state chiuse le frontiere. A varcarle sono soltanto i cittadini ungheresi che rientrano dall’estero.

Grecia

Il 12 marzo, il governo di Atene ha adottato misure per limitare “gli spostamenti non indispensabili”. Sono state quindi chiuse le scuole, i parchi e vietate le riunioni di più di dieci persone.

Australia

L’Australia ha chiuso le frontiere a tutti i non residenti. Non è stata invece disposta la chiusura di negozi non essenziali, né di bar e ristoranti.

Turchia

Il confinamento in Turchia è stato disposto il 18 marzo ma non è obbligatorio. La popolazione è stata infatti soltanto invitata a rimanere a casa. Sono state invece chiuse le scuole e e i voli in arrivo da 20 nazioni sono stati bloccati. Chiuse inoltre le frontiere terrestri con Grecia e Bulgaria.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel corso di una conferenza stampa sul coronavirus © Tasos Katopodis/Getty Images

Svezia

La Svezia per ora ha disposto la chiusura unicamente di scuole medie, licei e università.

Cuba

L’Avana ha deciso di chiudere le frontiere a non residenti.

Brasile

Il 19 marzo il Brasile ha chiuso le frontiere a chi proviene da Europa, Australia e una serie di nazioni asiatiche. Lo stato di Rio de Janeiro ha inoltre chiuso, a partire dallo scorso fine settimana, spiagge, bar e ristoranti.

Iran

Una delle nazioni più duramente colpite dal coronavirus non ha disposto il confinamento della popolazione. Il governo ha chiesto di evitare i viaggi.

Russia

Alla fine di gennaio, la Russia ha chiuso i 4.200 chilometri di frontiera che la separano dalla Cina. A Mosca e in altre città snob tate disposte restrizioni alle riunioni pubbliche, chiuse le scuole e i siti culturali.

Chi ha disposto il coprifuoco

In Bolivia, ad Haiti, nella Repubblica Dominicana e in Giordania le autorità hanno optato per l’introduzione del coprifuoco.

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