Curiosità e animali. La giraffa

Il collo della giraffa ha sette vertebre, come la maggior parte dei mammiferi, ma queste sono di forma più allungata e fanno sì che il suo collo possa raggiungere la lunghezza di due metri.

Il lungo collo della giraffa
Il collo della giraffa ha sette vertebre, come la maggior parte dei
mammiferi, ma queste sono di forma più allungata e fanno
sì che il suo collo possa raggiungere la lunghezza di due
metri.
I suoi antenati non erano provvisti di un collo così
sproporzionato, ma la selezione naturale ha operato in modo tale da
renderla così diversa dalla maggior parte degli altri
animali.
Il motore della selezione, come spesso accade, è stato la
ricerca del cibo: la giraffa si nutre preferibilmente di foglie di
acacia e mimosa, come molti altri erbivori che condividono lo
stesso habitat, l’Africa sudsahariana.
La disponibilità di cibo in una zona così arida
è spesso scarsa e funge da limite allo sviluppo della
popolazione. Poiché gli animali non hanno la
possibilità di arrampicarsi sugli alberi, sono costretti a
nutrirsi del fogliame che sta “a portata di bocca”. Se tutti
fossero alti uguali, in poco tempo divorerebbero le foglie
lasciando spoglia tutta una fascia dell’albero, in genere quella
più bassa, e si troverebbero in seguito in ristrettezze di
cibo, pur essendoci ancora parti verdi sulle chiome più
elevate.
Nel tempo, gli esemplari di giraffa che possedevano il collo un po’
più lungo degli altri, sono stati premiati: quando le foglie
basse erano finite e gli altri animali morivano di fame, loro
potevano continuare a nutrirsi e sopravvivere. Così quella
che all’inizio era solo la caratteristica di un individuo, si
è trasformata nella peculiarità della specie,
divenendo geneticamente ereditabile e quindi trasmissibile alla
prole.

La prima giraffa In Italia
Arrivò a Roma nel 46 a.C. e fu un dono di Cleopatra, Regina
dell’Egitto, a Giulio Cesare.
Allora si trattava di un animale prezioso, aveva addirittura un
controvalore di 360 schiavi.

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Di solito la sua presenza passa inosservata, almeno fino a quando sul tronco di un abete bianco o di un peccio non compaiono cavità rotonde o rettangolari di notevoli dimensioni.