Coronavirus

Cosa prevedono i decreti legge su imprese e scuola varati dal governo Conte

Il governo ha varato due nuovi decreti per affrontare l’emergenza coronavirus: uno dà liquidità per 400 miliardi di euro alle imprese, uno sulla fine dell’anno scolastico.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte l’ha definito “una potenza di fuoco”. È il provvedimento, già ribattezzato decreto imprese che il Consiglio dei ministri ha approvato questa sera e con il quale il governo darà liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle imprese afflitte dalle necessarie chiusure per fermare il coronavirus.

“Che siano piccole medie e grandi: 200 miliardi per il finanziamento del mercato interno e altri 200 per potenziare il mercato dell’export”, ha detto Conte in conferenza stampa: “Non ricordo un intervento così poderoso nella storia della nostra Repubblica a favore del finanziamento delle imprese, è una cifra enorme”. Ai fondi potranno accedere anche autonomi e partite Iva.

Sulle imprese

Nello specifico, il decreto imprese consentirà di stanziare fino a 400 miliardi di euro sotto forma di prestiti, impegnando direttamente lo Stato come garante degli investitori presso le banche fino al 90 per cento del credito richiesto, in modo da facilitare l’erogazione di liquidità.

Un altro strumento adottato è il potenziamento della golden power, la possibilità da parte del governo di controllare ed eventualmente bloccare operazioni societarie e scalate ostili, per quote superiori al 10 per cento, da parte di società straniere che volessero approfittare delle difficoltà economiche delle aziende italiane in tutti i settori, “quelli assicurativo, creditizio, finanziario, acqua, salute, sicurezza. È uno strumento che ci consentirà di intervenire nel caso ci siano acquisizioni di partecipazioni appena superiori al 10 per cento all’interno dell’Unione europea”.

Scuola, due ipotesi in campo

Il Consiglio dei ministri ha anche approvato un decreto sulla scuola che, ha spiegato il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, “ci permetterà di concludere l’anno scolastico e traghettarci al prossimo”. Due le ipotesi previste per gli esami di maturità: se sarà possibile tornare a scuola il 18 maggio, individuata come deadline, la maturità si terrà il 17 giugno con la prova scritta uguale per tutti, e poi con una seconda prova che sarà stabilita dalla singola commissione d’esame “in base a quella che è stata effettivamente la preparazione degli alunni”.

Se invece dovesse proseguire il lockdown, l’esame si terra con un’unica prova orale a distanza. “Nessuno sarà lasciato indietro, ma non si tratterà di un 6 politico – ha assicurato il ministro – si potranno recuperare le insufficiente a settembre”. Il decreto inoltre ha stanziato 85 milioni per lo sviluppo della didattica a distanza.

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