Ecco le nuove norme a favore di chi va a lavoro in bicicletta

Il Parlamento si avvia a dei cambiamenti che riconosceranno l’infortunio in itinere, una rete cicloturistica nazionale, ‘velostazioni’ e spazi per le biciclette nei condomini.

Mettersi in sella per andare a lavoro e per spostarsi in città sarà ancora più soddisfacente con le novità legislative che saranno introdotte a favore delle biciclette.

 

Innanzitutto una norma che dovrebbe essere approvata dal Parlamento italiano sull’infortunio in itinere. Finora è stata riconosciuta l’assicurazione per i lavoratori che si spostano con i mezzi pubblici o con i mezzi privati ma in alcuni casi particolari. La bicicletta è ancora considerata alla stessa stregua della macchina, così per ottenere l’indennizzo Inail in caso di infortunio si deve dimostrare l’insufficienza dei mezzi pubblici di trasporto nel tragitto casa-lavoro, la non percorribilità a piedi dello stesso e che l’incidente fosse avvenuto all’interno delle piste ciclabili.

 

Ora invece l’indennizzo verrà ampliato riconoscendo il ruolo ambientale della bicicletta come mezzo di trasporto, tranquillizzando così coloro che vogliono decidere di lasciare l’auto a casa.

 

> on October 12, 2011 in Berlin, Germany.

 

Tra le altre proposte un piano generale della mobilità ciclistica e la promozione di una rete nazionale cicloturistica che dovrà collegare parchi, passare sugli argini dei fiumi (un po’ come il progetto VenTo del politecnico di Milano) e attraverso le ferrovie dismesse. Progetti che saranno possibili anche grazie all’istituzione di un dipartimento per la mobilità ciclistica all’interno del Ministero dell’Ambiente.

 

I Comuni dovranno poi impegnarsi nei prossimi anni per:

 

  • lavorare con le società che gestiscono le stazioni ferroviarie e metropolitane per la realizzazione delle ‘velostazioni’: spazi per il deposito custodito delle bici, il noleggio e l’assistenza tecnica;
  • inserire nei regolamenti edilizi norme per creare spazi comuni e attrezzati per il deposito delle biciclette negli edifici;
  • destinare parte degli introiti derivanti dalle sanzioni amministrative e dagli oneri di urbanizzazione a favore della mobilità sostenibile.

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