Esce il primo Greatest Hits di Seasick Steve

Quando si chiede a Steven Gene Wold perché si faccia chiamare Seasick Steve, molto semplicemente lui risponde “perché soffro sempre di mal di mare”. Classe1941, ha debuttato discograficamente nel 2004 alla veneranda età di 63 anni, ha una lunga barba grigia e si autodefinisce “hobo”, termine che si riferisce alla sottocultura dei senza fissa dimora

Quando si chiede a Steven Gene Wold perché
si faccia chiamare Seasick Steve, molto
semplicemente lui risponde “perché soffro sempre di mal di
mare”.

Classe1941, ha debuttato discograficamente nel 2004 alla
veneranda età di 63 anni, ha una lunga
barba grigia e si autodefinisce “hobo”, termine
che si riferisce alla sottocultura dei senza fissa dimora
americani. Vagabondi che, soprattutto tra la fine dell’ ‘800 e
l’inizio del ‘900, si spostavano da uno stato all’altro
dell’America settentrionale saltando al volo sui treni merci per
non pagare il biglietto. Viaggiatori quasi mitologici che, come
scrisse Jack Kerouac, uno degli esponenti
più conosciuti del “movimento”, avevano “due orologi che non
si possono comprare da Tiffany: il sole e la luna”.

 

La vita di Seasick Steve è degna di un bluesman che si
rispetti: nasce a Oakland (California) ma lascia la casa della
madre all’età di 13 anni per fuggire a un patrigno violento
che, in un impeto di rabbia, lo aveva letteralmente buttato
giù dalla finestra.

In fuga approda nello stato del Missisipi, patria
della musica blues
, nei pressi di quella
Clarksdale dove
Robert Johnson
vendette la sua anima al diavolo, dove
nacque Sam Cooke e la grande Bessie
Smith
morì dopo un incidente in auto sulla Highway
61.

 

Vive vagabondando e frequentando luoghi dove solo un barbone
si rifugerebbe. L’amico Sherman Cooper gli regala una
chitarra con tre corde che aveva appesa al muro
come decorazione. Quando la moglie Elisabetta lo vede per la prima
volta gli dice: “Quella chitarra ti renderà famoso”. Steve
giura a lei e all’amico che non avrebbe mai aggiunto un’altra corda
alla chitarra e che avrebbe girato il mondo raccontando quella
storia. E così fece.

 

Nel 1973 abbandona la vita della strada sebbene continui a
viaggiare e a spostarsi: anche se è stato sposato con la sua
seconda moglie per 27 anni, Steve non è mai riuscito a
mettere radici in un luogo preciso: lui stesso afferma di aver
vissuto insieme alla moglie in 59 case diverse.

Negli ultimi 35 anni ha lavorato nel mondo della musica come
musicista o ingegnere del suono, e quando, alla fine degli anni
ottanta, ha vissuto nelle vicinanze di Seattle, ha
anche contribuito a produrre alcuni album dell’epoca
grunge.

 

Nonostante Steve abbia da sempre stazionato nelle città
più “musicali” degli Stati Uniti, è nella
città norvegese di Notodden, dove si
trovava sette anni fa, che comincia a registrare un numero cospicuo
di canzoni. Dopo essere stato colto da un infarto si allontana dal
mondo della musica, ma ormai le sue canzoni sono in rete. Nel
2006 Seasick Steve riceve una telefonata dalla
BBC, che lo invita a partecipare al seguitissimo
show serale di Jools Holland.

 

Dopo quell’apparizione Steve incomincia a suonare nei
più prestigiosi festival europei, scala le classifiche di
tutto il mondo (soprattutto quelle inglesi) e nel
2007 vince il premio della rivista
Mojo
come miglior artista “emergente”.

 

Dopo cinque album (i primi due usciti per
l’etichetta indipendente Bronzerat Records, gli
ultimi tre per la Warner), il 14
novembre
è pronto a uscire con un lavoro che
raccoglie venti dei suoi migliori successi. Musica che affonda le
sue radici nel blues più ruvido e, come lui stesso ha
definito “suono rozzo e di base. In un certo senso vecchio,
puzzolente e punk”.

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