Arredamento e Design

Ettore Sottsass, il designer anticonformista in mostra al Vitra design museum

La mostra al Vitra design museum di Weil am Rhein sulle opere di Ettore Sottsass si chiama Rebel and poet, ribelle e poeta – nome azzeccato per descrivere uno dei più grandi designer italiani.

Ettore Sottsass è stato uno dei protagonisti più importanti della storia del design italiano, figura di spicco e maestro molto amato dai giovani per la sua personalità ribelle, trasgressiva e libera, ma anche per il suo lato poetico e spirituale, capace di andare alla radice delle cose e di non fermarsi mai ai risultati acquisiti. La sua vita professionale iniziata negli anni Cinquanta è stata un continuo percorso di sperimentazione e innovazione come racconta la mostra Rebel and poet, dal 14 luglio al 29 settembre al Schaudepot temporary space del Vitra design museum di Weil am Rhein in Germania, al confine con la città di Basilea, uno dei musei di design più importanti del mondo.

Chi era Ettore Sottsass

Designer e artista, Ettore Sottsass è stata una delle figure più significative e anticonformiste nel panorama del design e dell’architettura del Ventesimo secolo. Nato a Innsbruck nel 1917 e mancato nel 2007, avrebbe compiuto 100 anni quest’anno. È questa l’occasione simbolica per celebrare la sua poliedrica attività: inizia il Vitra design museum con la mostra Rebel and poet, titolo appropriato per definire l’eclettica personalità di Sottsass, il suo carattere ribelle, trasgressivo, sempre fuori dagli schemi e il suo lato fortemente poetico. Seguirà in autunno una grande mostra sulla sua opera alla Triennale di Milano.

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Lampade Tahiti, 1981 per Memphis; Don, 1977 per Stilnovo; Halo Click, 1988 per Philips. Design Ettore Sottsass © Jürgen Hans

Sperimentatore e innovatore

La sua lunga carriera professionale iniziò negli anni Cinquanta. Lo portò alla ribalta la collaborazione con l’azienda Olivetti negli anni Sessanta: come consulente per il design della nuova divisione elettronica dell’azienda rivoluzionò l’immagine di tutte le macchine per ufficio, dalla macchina da scrivere alla calcolatrice, al primo calcolatore elettronico italiano che disegnò nel 1958, trasformandoli in prodotti dall’estetica nuova e moderna. Valentine, la macchina da scrivere portatile di colore rosso che Sottsass disegnò nel 1969 nel pieno dell’epoca della pop art, ad esempio, è diventata un’icona leggendaria della storia del design, entrata nella memoria collettiva di più di una generazione – anche dopo l’avvento dei computer.

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Ettore Sottsass, disegno per un tappeto, 1955. Tempera su carta. Dal libro: Ettore Sottsass di Barbara Radice, Electa, 1993 © Rizzoli international publications inc.

Nella sua vita di grande viaggiatore, nei primi anni Sessanta esplorò molto gli Stati Uniti e la cultura americana influenzò i suoi progetti in cui, con apparente leggerezza, seppe unire la spiritualità dell’era hippie con la cultura pop. Anche l’amore per l’India e per la sua cultura millenaria incisero sensibilmente sulla sua visione progettuale accentuandone l’aspetto filosofico e meditativo.

Il suo lavoro interdisciplinare spaziò dai progetti d’interni e di architettura alle opere artistiche di scultura e ceramica, dal design di mobili e prodotti, agli scritti, al disegno e alla fotografia. Una molteplicità di linguaggi espressivi che declinano la stessa affascinante poetica progettuale non convenzionale che si pone sempre come alternativa al gusto borghese imperante nel mondo del design.

Emblematica del suo pensiero e della sua poetica progettuale la partecipazione alla mostra Italy, the new domestic landscape al museo di arte moderna Moma di New York nel 1972, dove la sua installazione rappresentò il manifesto di una nuova era di oggetti, decretando la fine del gusto per l’arredo borghese.

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Ettore Sottsass, disegno, 1989. Matita colorata su carta. Dal libro: Ettore Sottsass di Barbara Radice, Electa, 1993 ©Rizzoli international publications inc.

Il movimento Memphis

Ribelle e poeta, Sottsass diede vita a movimenti culturali sperimentali come Global tools (1973-1975), studio Alchimia (1976-1980) e negli anni Ottanta Memphis con un gruppo di giovani designer, tra cui Aldo Cibic, Matteo Thun, George Sowden e Nathalie Du Pasquier. Alla sua prima presentazione pubblica a Milano nel 1981, la collezione Memphis fece furore, suscitando una forte e immediata risonanza internazionale grazie al suo linguaggio formale straordinariamente innovativo, ispirato alla cultura pop e alla filosofia postmoderna.

Colori accesi e contrasti cromatici azzardati, forme geometriche elementari e destrutturate, decori decisi, materiali considerati fino ad allora poveri come il laminato plastico: l’unione di questi elementi spiazzò il panorama visivo dell’arredamento, dando origine a mobili fantasiosi ed emozionali capaci di comunicare empaticamente con l’osservatore, non più vincolati dal tradizionale concetto di forma e funzione che fino ad allora era la linea guida per la progettazione dei prodotti d’uso. La libreria Carlton del 1981 è forse l’icona di design più famosa firmata da Sottsass per Memphis, un vero e proprio oggetto “cult” oggi presente in tutti i musei del mondo e nelle case dei più grandi collezionisti.

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Ettore Sottsass, libreria Carlton, 1981, produzione Memphis © Aldo Ballo

Rebel and poet, la mostra

La mostra al Vitra museum presenta una selezione di opere di Sottsass tra cui mobili, prodotti, fotografie e scritti. Pone l’accento sulla ricerca continua di spiritualità e il suo interesse per le culture arcaiche e primitive, per gli oggetti quotidiani archetipi, una diretta fonte di ispirazione per la creazione dei suoi progetti. È il racconto di una persona speciale che attraverso la sua produzione ha esplorato i principi fondamentali dell’esistenza umana cercando di coglierne l’essenza più profonda.

La mostra è dal 14 luglio al 29 settembre, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Il Vitra Schaudepot è in Charles-Eames-Straße 2, Weil am Rhein (Basilea), Germania.

Immagine in evidenza: Ettore Sottsass © Bruno Gecchelin, 1974-By SIAE 2017
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