Fabien meglio di Jacques Cousteau: 31 giorni negli abissi per salvare gli oceani

L’impresa di Fabien Cousteau, nipote di Jacques: 31 giorni negli abissi per capire cosa fa male agli oceani.

L’oceanografo Fabien Cousteau, 46 anni, nipote del più famoso esploratore Jacques, ha passato 31 giorni, dal primo giugno al 2 luglio, all’interno del laboratorio sottomarino Aquarius, al largo delle coste della Florida, negli Stati Uniti. Il progetto Mission 31 aveva come obiettivo raccogliere informazioni sull’inquinamento degli oceani e studiare gli effetti del cambiamento climatico sulla flora e la fauna sottomarina, inclusa la barriera corallina.

 

Il progetto è stato promosso dall’università di Miami e ha consentito a Cousteau di battere il primato di permanenza sottomarina di 30 giorni finora detenuto dal nonno. Insieme a lui Il laboratorio Aquarius è situato vicino alla barriera corallina della Florida (Florida reef) e può arrivare a una profondità di 63 metri.

 

Durante la sua permanenza, Cousteau ha tenuto interventi didattici in collegamento via Skype con scuole e università per parlare degli effetti negativi del riscaldamento globale che il ricercatore ha potuto osservare con i suoi occhi. Dall’acidificazione degli oceani agli eventi climatici estremi come gli uragani che provocano gravi danni alla biodiversità marina, fino al sovrasfruttamento ittico che decimato la popolazione di diverse specie di pesci.

 

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Chissà se l’impresa di Fabien verrà descritta con la stessa enfasi con cui venne raccontata l’impresa di Jacques Cousteau, scomparso nel 1997, nel documentario Il mondo senza sole che vinse anche il premio Oscar nel 1964. In quel caso il record di 30 giorni venne stabilito nelle profondità del mar Rosso, all’interno della struttura sottomarina Continental shelf station II.

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