Fuorisalone 2015. L’orto botanico di Brera si trasforma in giardino delle meraviglie

L’orto botanico di Brera diventa un giardino di fiori, colori ed essenze ritrovate.

Non poteva che essere l’orto botanico di Brera la cornice per il progetto di Be Open, fondazione internazionale che opera nel mondo del design e della creatività. Fra il glicine in fiore, un bagolaro secolare e decine e decine di essenze protette da un sottile strato di pacciamatura, il tema è il profumo. Profumo di primavera, di risveglio. Ma anche essenze antiche, perdute e provenienti dai quattro angoli del pianeta.

 

The Garden of Wonders_historical pavilion_1_ph Adriano Brusaferri

 

Ecco cos’è “The garden of Wonders”. Una ricerca regressa nel tempo per recuperare antiche fragranze dimenticate, far rivivere il piccolo artigianato locale e valorizzare le essenze locali, naturali, che ricordano terre lontane. Come spiega la fondazione: “abbiamo deciso di esplorare questo mondo concentrandosi specialmente su alcuni marchi storici  scomparsi, eccellenze internazionali la cui fama è diminuita negli anni a causa di un mercato globale a volte troppo aggressivo. La fondazione ha identificato 8 marchi perduti a cui applicare logiche di rebranding per poter proteggere le esperienze alla base della produzione e innescare un circolo virtuoso globale tra i produttori delle materie prime e le case profumiere”.

 

 

L’obiettivo? Far rivivere l’artigianato locale, di qualità, per aiutarlo a sopravvivere all’economia globale del XXI secolo. “Il profumo è stato preso come esempio di un elemento che storicamente necessitava di una profonda conoscenza artigianale, e anche l’esempio di un prodotto che ha affidato al design – anche nelle sue fasi più primitive – il compito di lavorare sull’estetica e, di conseguenza, sulla commerciabilità. Molti marchi artigianali, non potendo far fronte alla concorrenza, hanno dovuto cessare la produzione; tra questi, gli otto marchi che abbiamo scelto di analizzare in questa mostra”, spiega Yelena Baturina, fondatrice di Be Open.

 

Tutte le immagini © Adriano Brusaferri

Articoli correlati