Clash, Boom? Gang!

Il ritorno dei Gang con un album dedicato alla terra e all’agricoltura “Il seme e la speranza”, pubblicato su etichetta LifeGate Music.

Il nuovo attesissimo album dei Gang “Il seme e la speranza”
è uscito su etichetta LifeGate Music il 1° Giugno 2006 e
dopo soli dieci giorni era già nelle classifiche di vendita
ufficiali.

È il ritorno dei fratelli Severini con un disco
importante a partire dalla copertina, un dipinto del loro grande
conterraneo Enzo Cucchi. Tra rock e ballata, un album che
rappresenta e testimonia l’importanza della grande cultura
contadina italiana e marchigiana, che i Gang trasformano in musica
tramite la canzone popolare che più gli è propria,
rendendo magnificamente quel sapore ‘rurale’ dal quale questo disco
trae ispirazione continua.

I Gang nascono agli inizi degli anni ’80 nella provincia
marchigiana, sotto l’influenza dei Clash. I due fratelli Marino e
Sandro Severini, voce e chitarra, sono la base portante del gruppo
ora formato anche da Paolo Mozzicafreddo (batteria), Francesco
Caporaletti (basso e cori) e Marco Tentelli (tastiere).

Dopo oltre vent’anni di carriera, all’inizio del 2006,
aderiscono con entusiasmo al “progetto” LifeGate e pubblicano il
loro album su etichetta LifeGate Music: le tematiche di recupero e
valorizzazione della cultura contadina che i fratelli Severini
stanno mettendo in musica per il nuovo album si sposano idealmente
con l’intero progetto LifeGate.

“Noi siamo tutto l’universo e l’universo è in noi.
Dalle nostre scelte dipende il futuro dell’universo come dal
battito d’ali di una farfalla. Oggi si può e si deve tornare
alla terra ma nuovi, da uomini planetari. Si può tornare
alla terra come astronauti che l’hanno vista dall’alto e si sono
resi conto che è la nostra unica casa”. Questo è il
pensiero che accompagna “Lacrime nel sole”, ogni brano ne ha uno: i
Gang non solo vogliono fare musica, ma anche illustrare il proprio
lavoro e trasmettere sentimenti, idee, emozioni.

 

Abbiamo raggiunto il cantante della band Marino Severini, a
cui abbiamo fatto qualche domanda su tutto questo…

 

Quale ruolo attribuite alla vostra musica? È
chiaro che per voi non rappresenti un semplice diletto, ma che sia
strumento efficace per trasmettere un messaggio.

La nostra musica è espressione culturale, è un
modo di manifestare, di far sentire la nostra voce. Per noi
rappresenta un processo di emancipazione che restituisce un senso
di appartenenza. Sono più di vent’anni che comunichiamo,
manifestiamo e contestiamo attraverso le note delle nostre
canzoni.

 

Lo spirito dell’album è quello di testimonianza
storica delle radici contadine del nostro paese. Quanto la vostra
terra marchigiana ha influenzato la vostra musica?

Moltissimo. Le Marche hanno un vastissimo retroterra. Per noi
rappresentano un ritorno a casa e proviamo sentimenti di
riconoscenza verso il nostro paese, anche un senso di dovere. La
cultura oggi è infatti divisa tra il mito del diritto e il
mito del dovere: forse quando eravamo giovani sentivamo più
nostro il senso del diritto e siamo andati altrove alla ricerca di
nuovi orizzonti. Ora sentiamo più il senso del dovere,
l’esigenza di tornare alle nostre radici, sentiamo il senso di
responsabilità verso la nostra terra.

 

Considerando che l’album è un inno alla terra,
al seme che genera speranza. Quanta importanza ha per voi la
salvaguardia dell’ambiente e cosa fate concretamente per
salvaguardarlo?

Concretamente faccio l’orto! So che molti ridono sentendo
questa risposta, ma per me è importante: mi permette di
entrare in relazione con la terra, con la natura. Credo che oggi si
sia arrivati al limite per quanto riguarda l’inquinamento
ambientale e questo limite deve divenire soglia da cui ripartire. E
solo ripartendo dalla cultura contadina, comprendendola e vivendola
a fondo ce la si può fare.

 

Il nuovo album è pubblicato su etichetta
LifeGate Music. Qual è il punto di unione tra LifeGate e i
Gang?

LifeGate per noi rappresenta futuro, relazione, energia,
convinzione… tutte caratteristiche che appartengono anche
alla nostra musica. LifeGate non è una casa discografica, ma
un progetto culturale e mancano personalità di questo genere
nel nostro settore. Abbiamo quasi sempre trovato case discografiche
che si concentravano solo sul mercato e noi finivamo per essere
merce, prodotto. LifeGate invece è un laboratorio di
idee.

 

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