Vic Chesnutt – Ghetto Bells

Ghetto Bells: poesia che si rinnova nell’ormai inflazionato immaginario americano, un album blues che richiama le atmosfere di uno stato, la Virginia, che rimane al centro dell’ispirazione del uomo.

Vic Chesnutt – Ghetto Bells

Vic Chesnutt - Ghetto Bells

Poesia che si rinnova nell’ormai inflazionato immaginario
americano, un album blues che richiama le atmosfere di uno stato,
la Virginia, che rimane al centro dell’ispirazione del uomo.
Per Vic Chesnutt, semiparalitico e buffo personaggio, il blues si
aggiorna al pari della nuova schiavitù materialista e invece
di ripercorrere le origini di una sofferenza fisica ripropone il
dolore contemporaneo di una vita in cui vivere completamente senza
riserve è pericoloso, dove un “piccolo cesare” ( little
cesar ) raggiungerà il senato ed eserciterà il suo
potere con troppi compromessi.
Nessuno nega che il blues sia ancora suonato per vivere e soffrire,
eppur Vic ci racconta di una bella strada da percorrere, anche
dalla propria stanza durante una di queste stagioni ribelli.
Poesia anche per gli strumenti suonati da una famiglia di amici e
parenti, piano, tre chitarre, organo, trombone, basso acustico ed
elettrico mixati con il mood di chi sente che deve affrontare un
bel viaggio.

01 Virginia
02 Little caesar
03 What do you mean?
04 Got to me
05 Ignorant people
06 Forthright
07 To be with you
08 Vesuvius
09 Rambunctious cloud
10 The garden
11 Gnats

Francesco Piccolomini

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