Giochi senza barriere, Bebe Vio: “Siamo tutti stranamente normali”

Grande successo per l’edizione 2019 di Giochi senza barriere, la manifestazione inaugurata nove anni fa dall’associazione Art4Sport, che avvicina allo sport i bambini disabili. Madrina dell’evento Bebe Vio, che ha gareggiato con la maglia del Toyota Team.

Esiste un meraviglioso mondo in cui siamo tutti stranamente normali. Dove adulti e bambini giocano insieme. Ma questo mondo non si trova “nel Paese delle meraviglie” come per la Alice di Lewis Carroll, ma proprio tra noi, in superficie: ieri per la precisione era a Roma, allo Stadio dei Marmi del Foro Italico, dove è andata in scena la nona edizione di Giochi senza barriere, la festa sportiva organizzata da Art4sport, l’associazione creata dai genitori di Bebe Vio che promuove lo sport come terapia per bambini portatori di protesi di arto.

Tutta ispirata proprio ad Alice nel Paese delle meraviglie (che però diventa Wondermad al posto dell’originale Wonderland),  è stata una serata di festa e gioco dove i personaggi famosi hanno gareggiato contro persone straordinariamente comuni, i piccoli con i grandi, i disabili con i normodotati. Senza barriere: solo ostacoli da superare per arrivare all’agognata vittoria.

Il Toyota Team Beatrice “Bebe” Vio

Otto squadre provenienti da tutta Italia (una anche da New York!), un programma serrato di prove da affrontare, un solo vincitore: anzi no, tutti vincitori. Con Bebe Vio, in campo con la squadra verde della Toyota, chiamata proprio Toyota Team Beatrice “Bebe” Vio uno dei main sponsor del’evento, a fare naturalmente da mattatrice della serata.

Bebe à stata madrina dell’evento, intrattenitrice dei tantissimi ospiti e amici intervenuti, protagonista della clip realizzata al volante con Anas proprio a bordo di una Toyota ibrida (la casa giapponese è leader mondiale nel settore delle motorizzazioni elettrificate con oltre 13 milioni di vetture ibrido-elettriche vendute nel mondo dal 1997) sulle strada di Roma per la campagna “Guida e basta” per una guida prudente e sostenibile, che è stata proiettata subito prima dell’inizio dei giochi. D’altronde Toyota e Art4Sport vantano già una collaborazione nell’organizzazione di corsi di guida sicura, cui ha partecipato la stessa Bebe, e Toyota, che sostiene per il secondo anno consecutivo Giochi senza barriere, è già il primo partner di mobilità a livello globale dei comitati olimpici e paralimpici.

Un impegno, come spiegato dall’amministratore delegato di Toyota Motor Italia, Mauro Caruccio, che si dispiega “nel creare una società inclusiva, nella quale eliminare ogni discriminazione e barriera e per consentire a tutti gli individui di muoversi liberamente, senza limitazioni”. Quest’anno per la prima volta Toyota è stata sponsor del Giro d’Italia “e oggi siamo orgogliosi di poter essere al fianco di Bebe Vio e della sua associazione per testimoniare ancora di più la nostra vicinanza ai valori dello sport – continua l’ad Caruccio –  Vogliamo promuovere una società in cui ogni individuo possa affrontare le sfide e superare i propri limiti, attraverso la determinazione ed il coraggio”. In modo, si potrebbe, stranamente normale.

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La grande riposta degli amici di Bebe

Poi finalmente Bebe è scesa anche in campo, a gareggiare nelle stesse fila dell’ex rugbysta Martin Castrogiovanni: in un mondo stranamente normale, perfino Davide e Golia possono combattere fianco a fianco. Alla nona edizione, Bebe e i suo genitori hanno scelto lo slogan stranamente normali proprio perché “è un modo per far capire che la normalità non è che esista veramente – spiega la fiorettista campionessa olimpica – lo scopo è far capire che siamo tutte persone diverse, completamente diverse, e che siamo tutti fichissimi”.

Bebe Vio
Bebe Vio in una fase di Giochi senza barriere 2019 / Simone Santi

Tantissimi gli ospiti e gli amici che l’hanno raggiunta: da Pif a Frank Matano, gli atleti Radja Nainggolan e Castrogiovanni e Martina Colombari, passando per Luciana Littizzetto e gli attori Paolo Ruffini e Giorgio Pasotti fino al Trio Medusa che ha presentato tutta la serata e molti altri. “Siamo molto felici perché c’è tanta gente che è venuta qua con noi, ci sono un sacco di amici, è sempre bello vedere che ogni anno c’è qualcuno in più” sorride Bebe. Tra loro i  ragazzi di Vip (Viviamo in positivo), che si occupano di clown-terapia: “Siamo qui per portare un po’ di colore, come facciamo sempre andando negli ospedali, nelle carceri, nelle scuole. Ma anche tanta, tanta gente comune che ha riempito gli spalti dello Stadio dei Marmi, dando così una mano a Art4Sport.

Radja Nainggolan
Il calciatore dell’Inter Radja Nainggolan si è intrattenuto a lungo con ospiti e ragazzi © Simone Santi/LifeGate

In tanti sono scesi proprio in campo. Radja Nainggolan, calciatore dell’Inter, è tornato apposta per l’occasione nella sua Roma per gareggiare: “Si tratta di un bell’evento, che dimostra che qualunque persona può avere la passione per sognare di fare un sport e noi siamo qua per dargli una mano e cercare di divertirci”. Si è messa in gioco anche l’ex miss Italia Martina Colombari, in forma più che mai: “Siamo qua per questo magico mondo di Alice, ma soprattutto a parlare di disabilità, perché la disabilità è negli occhi di chi guarda – dice parafrasando nientemeno che il filosofo David Hume – e allora dobbiamo farci delle domande perché a volte i disabili siano più noi che loro”.

Bebe Vio e Martina Colombari
Martina Colombari con Beve Vio prima dell’inizio di Giochi senza Barriere © Simone Santi/LifeGate

E non poteva mancare Giorgio Pasotti, attore ma anche grande atleta di arti marziali, che si rivolge direttamente… agli assenti. “Dovevate esserci, questo è un appuntamento importante perché ci insegna che la disabilità non esiste, o esiste solo per chi ha dei pregiudizi, e ne abbiamo un esempio come quello di Bebe Vio che fa sentire disabile te quando le parli: esiste solo un concetto di essere, di essere parte di qualcosa, ma non devono più esistere distinzioni di questo tipo, non ci devono essere nella vita così come nello sport”.

Un giorno speciale tra 364 giorni normali

Parte di qualcosa lo è nel vero senso della parola Art4Sport, che come ricorda il presidente del Comitato paralimpico italiano Luca Pancalli “è una associazione benemerita riconosciuta dal Cip, il che dimostra che la famiglia dello sport paralimpico resta sempre unita”. Pancalli dà merito all’associazione di star facendo tanto “per promuovere lo sport soprattutto per tanti bimbi amputati, e questo evento raccoglie il frutto del lavoro che viene fatto negli altri 364 giorni all’anno, perché è ancora più importante quello che non viene visto e che non viene raccontato”.

Parole verissime, mentre per il prossimo Giochi senza Barriere bisognerà attendere da oggi altri 364 giorni. L’invito però è già lanciato, da Bebe Vio in persona: “È un evento fichissimo, dovete assolutamente venire l’anno prossimo”.

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