Sul Global compact il governo italiano non decide

Il Parlamento impegna il governo a rinviare la decisione sull’adesione dell’Italia al Global compact sulle migrazioni: ma era stato il governo stesso a lasciare la decisione alle camere.

L’Italia ha deciso di rimandare ancora la propria decisione circa l’adesione o meno al Global compact for migration. La Camera dei deputati infatti ha approvato la mozione presentata dalla maggioranza che impegna il governo a rinviare, a dopo una più ampia valutazione circa la sua effettiva portata, l’adesione al patto non vincolante delle Nazioni Unite, che mira a fissare dei principi da rispettare a livello globale per affrontare il fenomeno delle migrazioni. Il Parlamento ha respinto tutte le altre mozioni delle opposizioni, sia quelle che chiedevano l’adesione al Global compact, sia quelle che invece impegnavano il governo a non sottoscriverlo.

Il presidente della Camera Roberto Fico però, praticamente negli stessi momenti, parlando alla stampa parlamentare ribadiva che “le migrazioni sono una problematica globale che attraversa il mondo, per forza dobbiamo sederci al tavolo con tutti i paesi del mondo. Al tavolo l’Italia ci deve stare, deve collaborare e deve poter firmare un patto che renda il fenomeno migratorio culturalmente con  approccio globale che è la posizione dell’Italia”. L’Italia nelle scorse settimane aveva deciso di non sottoscrivere il Global compact sulle migrazione, firmato dalla maggioranza degli Stati aderenti all’Onu in occasione della conferenza di Marrakech degli scorsi 10 e 11 dicembre, rinviando la decisione al Parlamento.

Il Global compact for migration è un patto di natura non vincolante, che si pone una lista di 23 obiettivi-guida per gli Stati firmatari, tra questi:

Ridurre al minimo i fattori negativi e i fattori strutturali che costringono le persone a lasciare il loro paese d’origine; garantire che tutti i migranti abbiano una documento di identità legale e adeguata documentazione; migliorare la disponibilità e la flessibilità dei percorsi per la migrazione regolare; affrontare e ridurre le vulnerabilità nella migrazione; salvare vite umane e stabilire sforzi internazionali coordinati sui migranti dispersi; rafforzare la risposta transnazionale al contrabbando di migranti; usare la detenzione per immigrazione solo come ultima risorsa; rafforzare la cooperazione internazionale e le partnership globali per la sicurezza e una migrazione ordinata e regolare.

Ieri l’assemblea delle Nazioni Unite aveva invece approvato il Global compact sui rifugiati, un altro documento che, come quello sui migranti, è l’attuazione pratica dei principi espressi nelle Dichiarazione di New York del 2016.

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