Governo, concluso il mandato esplorativo di Elisabetta Casellati

La presidente del Senato Elisabetta Casellati è tornata al Quirinale dopo aver tentato di mediare tra M5S e il centrodestra: adesso tocca di nuovo a Mattarella.

Si è chiuso il giro di consultazioni tra la presidente del Senato Elisabetta Casellati, incaricata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i leader di Movimento 5 Stelle e centrodestra. La Casellati è tornata al Colle a riferire, e al termine del colloquio con il capo dello Stato ha spiegato: “Ho svolto il mio incarico cercando di favorire un confronto costruttivo per verificare la possibilità di una maggioranza parlamentare nel perimetro e nei limiti indicati dal presidente Mattarella. La discussione ha consentito, pur nella diversità di opinioni, di evidenziare spunti di riflessioni politiche. Sono certa che Mattarella saprà individuare il percorso migliore da intraprendere”.

Niente Luigi Di Maio né Matteo Salvini, almeno per ora: negli ultimi giorni è stata Elisabetta Casellati, da poche settimane presidente del Senato, a dover tirare le fila della situazione politica italiana, per verificare quante e quali possibilità ci fossero di creare un governo sulla base dei risultati delle elezioni dello scorso 4 marzo. Dopo due giri di consultazioni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva verificato la mancanza di una convergenza tra due o più forze politiche verso una maggioranza stabile (sul tavolo ci sono ancora le possibilità di un accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega, oppure tra Movimento 5 Stelle e Pd, ma al momento entrambe le trattative sono in stallo).

Così il Capo dello Stato aveva convocato al Quirinale la Casellati, seconda carica dello Stato, affidandole il mandato esplorativo, un ruolo diretto di mediazione tra le forze politiche, di facilitatrice di un eventuale accordo in particolare tra il centrodestra e il Movimento 5 Stelle. Accordo che per ora manca: il nodo del contendere è Forza Italia, che M5S non vuole all’interno di una coalizione di governo ma solamente in un ruolo di appoggio esterno, che il partito di Silvio Berlusconi non intende invece concedere.

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