Cosa ne sarà del Villaggio olimpico?

Uno studentato con 1.700 posti letti e aree verdi. E il tema dei costi apre il dibattito.

  • Dopo le Olimpiadi, il Villaggio olimpico diventerà uno studentato di 105.000 metri quadrati.
  • Dei 1.700 posti letto, solo 450 avranno una tariffa agevolata.
  • Il governo italiano ha ridimensionato il suo obiettivo di 60.000 nuovi posti letto per gli studenti, previsto per giugno 2026.

Il più grande studentato convenzionato d’Italia. Dopo aver ospitato gli atleti dei Giochi invernali, sarà questo il futuro del Villaggio olimpico dello Scalo di Porta Romana a Milano. Si tratta di una superficie di 105.000 metri quadrati, di cui, secondo l’attuale rendering, 40.000 metri quadrati di spazi verdi con tre campi sportivi per basket e padel, piazze pedonali e percorsi ciclabili. L’intervento è durato trenta mesi e ha compreso la nascita di sei nuovi edifici residenziali oltre il restauro di due strutture storiche: l’ex Squadra Rialzo, dedicata in passato alla manutenzione ferroviaria, e l’ex magazzino “Basilico”. 

Tutto il complesso di edifici è a emissioni zero. In particolare: gli edifici sono alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili e non utilizzano combustibili fossili; sono dotati di pompe di calore, di un impianto fotovoltaico da 1 megawatt, di illuminazione LED intelligente, e di sistemi per il recupero e il riuso dell’acqua piovana. Il progetto si inserisce così nell’ampio programma di recupero degli scali ferroviari dismessi, promosso dal Comune di Milano già nel 2017.  

C’è una polemica intorno ai prezzi dello studentato

Il futuro studentato avrà 1.700 posti letto complessivi, e coprirà circa il 6 per cento del fabbisogno abitativo degli studenti della città. Ma i posti letto assegnati tramite bando ministeriale saranno pochi, circa 450, e la tariffa “agevolata” si aggirerà intorno ai 592 euro al mese, per un totale di 7mila euro all’anno, una cifra che resta inaccessibile per una famiglia a basso reddito.

Nel rapporto pubblicato da Coima, l’azienda che ha sviluppato il progetto, anche i prezzi dei restanti posti letto sono stati specificati. Una camera singola costerà 1065 euro al mese, mentre una camera doppia 739 euro a testa, con servizi (come utenze, pulizia settimanale e portineria) inclusi. La media totale sarà di 864 euro al mese, che, come specifica il rapporto Coima, è circa il 25 per cento in meno della media di mercato degli studentati milanesi. Inoltre, accanto agli studentati sorgeranno altri 220 appartamenti in edilizia convenzionata (significa che le tariffe sono oggetto di un accordo tra un privato e un ente pubblico) e 100 appartamenti di edilizia residenziale popolare. Anche qui, i prezzi non sembrano così bassi: le nuove abitazioni saranno affittate o vendute a 3.800 euro al metro quadrato, in media con le cifre di mercato della zona Ripamonti (da 3.817 a 5.400 euro al metro quadrato).

@ludovica.tomasoni

Il più grande dei Villaggi Olimpici🩵 📍Milano, scalo di Porta Romana 6 palazzine, 7 piani 1700 posti letto Sala mensa con 800 posti Aprirà il 30 gennaio e chiuderà il 17 marzo. Già mi immagino gli studenti che ci andranno a vivere post Giochi🥹❤️ Cosa ne pensate??✨✨ #milanocortina2026 #villaggioolimpico

♬ suono originale – Ludovica Tomasoni

L’edilizia universitaria è in emergenza

Il tema degli studentati è diventato davvero caldo nel 2023, quando una studentessa del Politecnico di Milano piantò una tenda nei giardini di Piazza Leonardo da Vinci, di fronte all’università, dando avvio a una mobilitazione che durò mesi e si estese a varie città italiane. Da quel momento, la richiesta degli studenti è stata unanime: affitti più accessibili per tutti. Eppure, non ci sono stati grandi miglioramenti. Anzi, nel 2025, a fronte di una domanda stabile, i prezzi delle camere singole sono aumentati in media di circa 150 euro, con la stessa Milano in capofila. Dell’aumento vertiginoso dei prezzi delle case si è discusso tanto e le ragioni sono sempre le stesse. La proliferazione degli affitti brevi che sottrae abitazioni agli studenti e che riguarda i centri storici delle città (anche se dopo Firenze nel 2023 le restrizioni sono cresciute); lo squilibrio tra l’alta domanda e la scarsa disponibilità di alloggi, con la speculazione immobiliare che ne deriva; e, infine, la carenza di edilizia pubblica.
A proposito di edilizia pubblica, nel 2024 il Ministero dell’Università del governo Meloni ha indirizzato 1,2 miliardi di euro del PNRR verso la nascita di 60.000 posti letto. Tuttavia, il piano è stato ridimensionato di recente: l’obiettivo per giugno 2026 è stato ridotto a 30.000.

 

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