Diritti umani

Hebe Bonafini, leader delle Madri di Plaza de Mayo, rischia l’arresto

L’ordine esecutivo arrivato dopo che la leader del movimento si è rifiutata di presentarsi. “La giustizia complice dei militari assassini”.

Hebe Bonafini, 87 anni, simbolo del movimento argentino delle Madri di Plaza de Mayo, rischia il carcere. L’ordine di arresto è arrivato dopo che la donna si è rifiutata di presentarsi in tribunale per la seconda volta.

 

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Hebe Bonafini, scortata da centinaia di manifestanti a Plaza de Mayo. Foto via Grupo13/Con / Getty

 

Il processo la vede imputata come presidente dell’associazione, la quale avrebbe gestito i fondi pubblici destinati alla costruzione di alloggi sociali in maniera non trasparente.

 

Chi sono le Madri di Plaza de Mayo

Ogni giovedì, dal 1977, le donne e le madri dei desaparecidos – centinaia di giovani scomparsi durante la dittatura militare – si danno appuntamento in Plaza de Mayo a Buenos Aires, sfilando per chiedere giustizia e verità sulla sorte dei loro ragazzi. La stessa Bonafini ha perso due figli, Jorge e Raul, così come la nuora Maria Elena. Il movimento è stato ben visto a livello politico, fino alla nomina come cinquantasettesimo presidente dell’Argentina di Mauricio Macrì, rappresentante della destra liberista del Paese, salito al potere nel 2015.

 

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La leader della Madri di Plaza de Mayo gioisce prima di lasciare la piazza, il 4 agosto 2016. Foto via Eitan Abramovich / Getty

 

La leader,  tramite il suo avvocato, ha fatto recapitare al magistrato una lettera scritta di suo pugno, dove spiega come fin dal 1978 abbia vissuto: “Sempre la stessa ignominia, la stessa indifferenza […]. Una giustizia senza solidarietà, incapace di ascoltare gli altri, di soffrire per loro”.

 

Così, giovedì scorso, dopo l’arrivo della notizia del tentato arresto da parte della polizia della leader delle Madri, la piazza si è via via riempita anche con la presenza di molte figure politiche dell’opposizione. “È un bel momento per le Madri”, ha concluso Bonafini. “Questo è ciò che vogliono: un popolo sulla strada, un popolo mobilitato, un popolo felice. Oggi abbiamo riso e siamo felici di essere sulla strada, per dire ‘no’ a ciò che non è, senza paura. Quindi ringrazio tutti coloro che hanno partecipato”.

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