Il Dalai Lama festeggia i suoi ottanta anni con Patti Smith, sul palco di Glastonbury

Quest’anno al Glastonboury Festival, uno degli ospiti più acclamati non è stato un musicista nè una band, ma il Dalai Lama. Sul palco con Patti Smith.

Domenica 28 giugno, nel Somerset in Inghilterra, si è concluso il Glastonbury Festival, uno dei più importanti festival musicali a livello internazionale: ventisette palchi disseminati in tutta l’area, per quattro giorni di musica ininterrotta. Innumerevoli gli ospiti, da Florence and the Machine a Kanye West, Patti Smith, The Who, Alt J, The Chemical Brothers, Flying Lotus e tantissimi altri. Ma uno degli ospiti più acclamati, quest’anno, non è stato un musicista né una band.

 

Domenica pomeriggio, durante il set di Patti Smith sul Pyramid Stage (il palco principale), dopo la quinta canzone Pissing In A River – dedicata a “tutti i nostri amici di Wikileaks” – la cantante ha ricordato l’ottantesimo compleanno del Dalai Lama, il prossimo 6 luglio. Gli auguri  dell’intera platea sono arrivati al diretto interessato in persona, che ha raggiunto on stage tutto lo staff della cantante e l’organizzatrice del festival, Emily Eavis.

 

 

Gli siamo grati del suo amore per l’umanità e per l’aver reso la gente consapevole dell’importanza di salvare il pianeta.

ha spiegato Patti Smith, prima di leggere una poesia che aveva scritto per lui. Il legame tra Patti Smith e il Dalai Lama è molto forte da svariati anni, e la cantante si è spesso schierata apertamente in difesa dell’indipendenza del Tibet, prendendo parte più di una volta a concerti di beneficenza (compreso quello dello scorso marzo al Carnegie Hall di New York).

 

Il Dalai Lama, spente le candeline, ha ringraziato la folla:

Cari fratelli e sorelle, ho davvero apprezzato l’espressione di tante persone e la sensazione di calore che ho ricevuto qui.

Ha poi continuato a scherzare sull’età di Patti Smith e della sua band, sottolineando:

Molti di voi hanno i capelli bianchi ma le vostre voci e le vostre azioni sono ancora quelle di un giovane. Tutto questo mi incoraggia, devo prendere esempio da voi!

 

 

Il vincitore Premio Nobel e leader buddista, in una conferenza tenuta poco prima, si è anche complimentato per la riuscita della manifestazione:

Un festival di persone, non di politici o governanti

e ha risposto alle proteste ufficiali del governo cinese in occasione dell’annuncio della sua presenza al festival:

Ovunque io incontri persone o organizzazioni, il governo cinese presenta proteste ufficiali: mi considerano un demone e fanno di tutto per contrastare le mie attività demoniache, nonostante io non insegua né l’indipendenza né la secessione [del Tibet dalla Cina].

 

Precedentemente, durante un altro discorso presso lo Stone Circle di Glastonbury nella mattinata di domenica, il Dalai Lama ha criticato aspramente i conflitti nel mondo:

In questo preciso momento, in qualche parte del mondo – come in Siria, Iraq, Nigeria – si stanno uccidendo tra esseri umani. Impensabile. E quel che è peggio è che il conflitto è in nome della fede (…) Bisogna rivedere anche la parola jihad come emozione costruttiva che combatte quelle distruttive: uso questo tipo di jihad giornalmente, durante le mie cinque ore di meditazione.

 

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