Investimenti sostenibili

Perché le aziende italiane non possono più guardare solo i profitti

In anteprima i dati dell’Integrated Governance Conference che si terrà il 21 giugno. Un ritratto delle aziende italiane alle prese con la sostenibilità.

A partire da gennaio 2017 anche l’Italia ha recepito la direttiva 95/2014/UE, che obbliga le aziende di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti a rendicontare, in modo chiaro e supportato dalle cifre, le loro politiche in materia di diritti umani, ambiente, lotta alla corruzione, diversità all’interno degli organi direttivi e così via. La direttiva, definita “non financial“, coinvolge direttamente circa seimila imprese in Europa. In Italia saranno circa 250. Ma, di fronte a quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione, le nostre grandi aziende hanno ancora parecchia strada da fare. Lo dimostrano i risultati di un’analisi che verrà presentata mercoledì 21 giugno a Milano nel corso dell’Integrated Governance Conference, e che pubblichiamo in anteprima esclusiva su LifeGate.

Non financial, le grandi aziende italiane sono in ritardo

Il questionario, nato da un’iniziativa di ETicaNews e TopLegal, ha interpellato le cento più grandi società quotate italiane. Il tasso di risposta è stato pari a circa il 50 per cento; un dato giudicato molto soddisfacente, soprattutto per l’ottimo coinvolgimento delle aziende di media capitalizzazione (che non erano state prese in considerazione nell’edizione dello scorso anno).

Quasi tutte le aziende interpellate hanno dichiarato di essere soggette alla direttiva non financial. Solo la metà di loro, però, ne hanno discusso in consiglio di amministrazione nel corso del 2016. Tra le grandi banche, questa percentuale scende addirittura al 20 per cento. È vero anche, tuttavia, che tutte le aziende hanno dichiarato di avere un team interno dedicato all’adeguamento alle nuove norme. Nella maggior parte dei casi si tratta della funzione sostenibilità o Csr, altre volte invece vengono insediate squadre trasversali che coinvolgono diverse funzioni aziendali.

Governance e sostenibilità delle aziende italiane

Quella sulla direttiva non financial è una sezione speciale dall’Integrated Governance Index 2017, risultato di un questionario che poneva a ogni azienda circa trenta domande sul proprio modello di governance della sostenibilità. Snam, Enel e Generali sono le grandi aziende italiane che si stanno dimostrando più capaci di integrare la sostenibilità all’interno delle proprie strategie. Andando a scandagliare i questionari, si scopre che sul fronte dell’integrated governance le aziende di casa nostra si comportano molto bene. Se si prendono in esame le aziende confrontabili (cioè quelle che hanno partecipato sia a quest’edizione sia all’edizione 2016), si scopre che il loro punteggio medio è salito del 12 per cento nell’arco di un solo anno.

La top 10 dell’Integrated Governance Index 2017

    1. Snam
    2. Enel
    3. Generali
    4. Iren
    5. Unicredit
    6. Esprinet
    7. Gruppo Unipol
    8. A2A
    9. Saipem
    10. Banca Generali

Cos’è l’integrated governance

Volendone dare una definizione vera e propria, possiamo dire che l’integrated governance è l’evoluzione più recente che ha vissuto la governance aziendale. Un’evoluzione che ha coinvolto le sue pratiche, i suoi processi e, in senso più vasto, la sua cultura. Se la governance cambia è perché, quando un’impresa mette a punto le proprie strategie (soprattutto quelle di medio-lungo periodo) non può più limitarsi a macinare numeri, ma deve tener conto di due mondi che assumono un’importanza sempre maggiore. Da un lato tutti i fattori Eesg, cioè economici, ambientali, sociali e di goverance (con una “e” in più, quindi, rispetto alla canonica sigla Esg). Dall’altro lato i sei capitali che compongono il valore di un’azienda: finanziario, manifatturiero, sociale e relazionale, naturale, umano e intellettuale.

Appuntamento a Milano il 21 giugno

L’iniziativa nasce da ETicaNews e TopLegal, con il supporto scientifico di Nedcommunity, Methodos e Morrow Sodali. Il progetto è stato realizzato grazie al supporto dello studio legale internazionale Dentons e con partner lo studio legale Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners. L’appuntamento con la presentazione di tutti i risultati è per le 15 di mercoledì 21 giugno, al Centro Svizzero di Milano. Il programma dell’evento è disponibile nel sito ufficiale.

 

Foto in apertura © Integrated Governance Index (evento del 2016)

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