Jingle Bell Rocks!: il film per uno spirito natalizio alternativo

Il Natale non è solo canti tradizionali intorno all’albero: tante, infatti, le canzoni alternative. Che, però, rimangono per lo più inascoltate e oscure al grande pubblico.

Per quale motivo musicisti e cantanti di ogni tempo, portavoce dei più differenti generi musicali, hanno omaggiato il periodo natalizio con la loro musica e i loro canti? E perché, quando arriva il Natale, siamo ancora costretti a “scaldare le caldarroste” con Nat King Cole?

Sono queste le domande a cui cerca di dare una risposta il regista Mitchell Kezin con il suo documentario Jingle Bell Rocks!, presentato per la prima volta all’IDFA (International Documentary Film Festival Amsterdam) nel 2013 e disponibile ora anche in dvd. Insomma, il pop affronta temi difficili come la guerra, il razzismo e la disuguaglianza; la musica si evolve nei tempi, contribuendo ad inquadrare la nostra visione del mondo, ma… esistono canzoni che possano rappresentare il Natale moderno? Eclettico, conflittuale, diverso da come lo abbiamo finora conosciuto, ma ancora così tanto amato?

 

 

Inizia così il viaggio di Jingle Bell Rocks!: alla ricerca di una musica natalizia che non sappia solo di torroncino al miele, ma che sappia soprattutto raccontare il Natale del nuovo millennio. In realtà il viaggio di Kezin nel cuore della musica delle feste inizia molto tempo fa, quando all’età di cinque anni, crescendo a Vancouver con il padre in gran parte assente, si fissa con la straziante The Little Boy That Santa Claus Forgot, traccia b-sides contenuta proprio nel classico di Nat King Cole, The Christmas Song (Merry Christmas To You).

 

Nel documentario, il regista riporta alla luce dodici “delle più incredibili canzoni natalizie mai registrate”, nel senso letterale del termine, dal momento che alcuni di questi brani sono stati giudicati così assurdi da non essere mai stati registrati. Con esibizioni dal vivo, interviste intime e rari filmati di repertorio, Jingle Bell Rocks! è un folle viaggio nell’universo – “strano e sublime” – della musica alternativa di Natale in cui Kezin ci accompagna con l’aiuto di altri “fanatici” di questo tipo di musica, che apriranno i loro cuori e le loro sorprendenti collezioni di dischi natalizi: il critico musicale hip hop e scrittore Bill Adler, il più grande promotore di musica rock natalizia Andy Cirzan (i cui mixtapes di stagione sono una leggenda tra gli appassionati di musica per le feste) e Tim Sewell.

 

Titoli come Green Chri$tma$, Santa Claus Was a Black Man o Merry Christmas Someone – canzoni divertenti, tristi, satiriche, ciniche e graffianti allo stesso tempo – esplorano il rovescio della medaglia del Natale: la disuguaglianza razziale, la libertà religiosa, la guerra nucleare, l’angoscia familiare, il consumismo vistoso, o solo la tristezza e il desiderio di essere soli nel momento che la maggior parte dell’umanità definisce il più felice dell’anno.

 

Nel film sono presenti anche lunghe conversazioni e disquisizioni natalizie con la leggenda hip hop Joseph “Rev Run” Simmons dei Run DMC – autore di Cristmass in Hollis (ndr. Hollis Queens); con l’eclettico frontman dei Flaming Lips, Wayne Coyne – lo stesso di Christmas on Mars, film di fantascienza da lui scritto nel 2008 che narra le avventure del Maggiore Syrtis durante il primo Natale trascorso su Marte, e del brano A Change at Christmas (Say It Isn’t So); con il regista John Waters, con il dj e musicologo Dr. Demento e con Bob Dorough, creatore di Schoolhouse Rock, che ebbe l’onore di collaborare insieme alla leggenda del jazz Miles Davis, proprio per Blue Xmas (To Whom It May Concern), un originale e beffardo brano sul mercantilismo del periodo natalizio.

 

La chicca: la storia del gruppo psychedelic folk-pop The Free Design, inserito nell’album strenna natalizia dell’Air Force americana del 1968 grazie al loro brano (Close Your Mouth) It’s Christmas: un brano contro la guerra…
Insomma, un film di Natale con una colonna sonora decisamente alternativa: eccola qui.

 

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