Joseph Beuys, sciamano dell’arte

Figura profetica ed emblematica, utopista messianico, artista-sciamano, Joseph Beuys è considerato l’artista tedesco più anticonformista e all’avanguardia degli ultimi decenni.

Nasce nel 1921 in Germania. Figura profetica ed emblematica,
utopista messianico, artista-sciamano, Joseph Beuys è uno
dei personaggi più significativi delle correnti
concettualistiche della seconda metà del Novecento,
precursore di problematiche ambientali, politiche e culturali,
nonché fondatore del movimento dei Verdi in Germania,
dell’Organizzazione per la Diretta Democrazia e della Free
International University.

Durante la seconda guerra mondiale è pilota
dell’aviazione tedesca. Prende parte all’offensiva tedesca contro i
russi, ma il suo aereo viene abbattuto. Beuys riesce a salvarsi
perché trovato, quasi assiderato, da un gruppo di tartari
nomadi che lo curano ricoprendolo di grasso e pelli di feltro.
Questa esperienza e la crisi di coscienza ad essa legata
condizioneranno la sua futura attività artistica.

Le azioni concettuali, le installazioni, le performance sociali,
naturalistiche ed ambientalistiche, diventano per l’artista tedesco
un impegno morale, didattico e politico. Attraverso le sue opere,
trascendenti e geniali, e gli oggetti realizzati con l’impiego di
materiali come il feltro e il grasso, Beuys vuole generare
consapevolezza critica nel pubblico, suscitare in ognuno una
propria personale percezione del valore dell’arte, ricongiungendosi
al pensiero di Goethe “una volta assicurata l’esistenza, l’uomo
è creativo”.

In ogni sua opera è alla ricerca incessante di un’armonia
profonda con se stesso, gli uomini e la natura. Per l’artista
tedesco, l’uomo è il custode di un’energia in grado di
modificare il mondo, dunque ciò che conta è la
palingenesi, la scoperta individuale di questo potenziale d’energia
per trasformare il pianeta. Motore fondamentale di tale processo
è la creatività.

Per diffondere la sensibilità ecologica tra la gente J.
Beuys dà vita a quello che viene considerato il suo
capolavoro. Si tratta del progetto “Difesa della Natura” che inizia
nel 1982 e si protrae fin dopo la sua morte. Esso consiste nella
piantumazione di 7.000 querce nella città di Kassel e di 7.000
piante diverse e rare a Bolognano in Italia. 14.000 sculture vive.
Occorreranno 300 anni perché le 7.000 querce diventino il
bosco immaginato da Beuys che è riuscito a trasformare
un’azione ordinaria come quella di piantare alberi in un grande
rito collettivo capace di evocare i significati più profondi
del rapporto fra l’uomo e la natura, e di ripensare il ruolo
sociale dell’artista.

Il credo di Beuys, la sua filosofia e i suoi slogan diffondono
amore e fraterna collaborazione fra uomini liberi, valori di
cultura, rispetto ambientale, integrazione interculturale e
interdisciplinare: “Arte =Vita”, “Ogni uomo è artista”, “La
rivoluzione siamo noi”, “Difesa della Natura”.

Nel 1986 muore a Dusseldorf. Le sue maggiori opere sono
conservate nei più importanti musei del mondo.

Maurizio Torretti

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