L’artista portoricana Alynda Lee Segarra scrive “la canzone folk politica del 2014”

Secondo la National Public Radio statunitense il brano “The Body Electric”, scritto da Alynda Lee Segarra del gruppo Hurray for the Riff Raff, è la canzone folk politica del 2014 contro la violenza.

Hurray for the Riff Raff è un gruppo folk americano di stanza a New Orleans, fondato da Alynda Lee Segarra, cantautrice di origini portoricane. Il loro nuovo album Small Town Heroes ha riecheggiato anche sulle onde di LifeGate Radio durante l’anno appena terminato.

Ora il gruppo torna a far parlare di sé grazie a The Body Electric, brano contenuto nel disco e proclamato il migliore brano folk politico del 2014 da NPR, la radio pubblica statunitense.

 

The Body Electric è un inno contro la violenza e l’oppressione delle donne, delle persone di colore e di chi ha un orientamento che differisce da quello eterosessuale. La canzone è stata ispirata dalle violenze nei confronti delle donne di tutto il mondo – dagli stupri in India alle violenze che continuano a perpetuarsi sotto silenzio nei college americani – ma anche dagli omicidi di transessuali e dalle recenti uccisioni da parte della polizia di giovani uomini di colore negli Stati Uniti.

 

A proposito del brano, Alynda Lee Segarra ha riferito: “La canzone mi ha insegnato la connessione tra la violenza di genere e la violenza razziale. In questo momento in America il corpo sta diventando un’arma. I nostri corpi vengono usati contro di noi. I corpi delle persone di colore sono considerati implicitamente pericolosi. La corporatura e l’altezza di una persona di colore sono considerati motivi per ucciderla. Questa è sostanzialmente una folle paura del potere e delle capacità delle persone di colore. È la stessa malvagia idea che ci porta a colpevolizzare le donne per gli attacchi dei loro assalitori. Normalizzare lo stupro, la violenza domestica e l’omicidio di donne di tutte le razze è un tentativo di privare di umanità il corpo femminile. Oggettivare e ridicolizzare il corpo femminile è in definitiva sintomo di paura nei confronti del potere delle donne”.

 

Anche il video ha contribuito a rendere omaggio alle persone oppresse: portato a termine grazie a una campagna di crowdfunding, i fondi non utilizzati per la sua realizzazione sono stati donati all’organizzazione Third Wave Foundation, che si batte per la giustizia di genere, e alla Trayvon Martin Foundation, organizzazione fondata da Sybrina Fulton e Tracy Martin, genitori di Trayvon Martin, 17enne afroamericano ucciso da un vigilante volontario il 26 febbraio 2012 in Florida, perché indossava una felpa con cappuccio (e perciò ritenuto soggetto sospetto).

 

 

Il regista del video Joshua Shoemaker ha affermato: “Questo video vuole riflettere sull’accettazione della violenza e la discriminazione contro le persone di colore, le donne e la comunità LGBT. Abbiamo associato queste condizioni all’immaginario classico e sostituito la Venere del Botticelli con Katey Red, madrina transgender del ‘sissy bounce’. Abbiamo cercato di fare qualcosa che parlasse chiaramente, senza dover risultare osceno o pesante”.

 

E Alynda Lee Segarra spera che la canzone possa continuare a fare il suo dovere, incoraggiando l’ascoltatore a mettere in discussione la cultura della violenza che stiamo vivendo, anche in relazione ai recenti avvenimenti di uccisioni di ragazzi di colore in Missouri e New York: “Spero che la canzone infonda potere e restituisca l’umanità alle persone che si sentono vittime di violenza e oppressione, sia che queste esistano nelle nostre antiche storie e canzoni o che stiano marciando in protesta in questo momento”.

Articoli correlati