L’album LifeLine di Ben Harper

Suono analogico, vero, bellissimi e minimali i suoni i soliti impareggiabili versi del grande artista californiano Ben Harper…

Sono veramente in pochi quelli che dopo un tour mondiale di un anno dove si è appena finito di suonare un disco nuovo. Riescono ad entrare in uno studio nella città della data conclusiva (Parigi) e mettersi a registrarne un altro, in una settimana e su un 16 tracce analogico.

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La copertina dell’album di Ben Harper, LifeLine

Ben Harper, che è uno di quelli che conti sulle prime tre dita della mano, abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo e ci ha spiegato con la sua straordinaria umiltà che “dopo un anno che sei con la tua band sei al massimo dell’affiatamento, tutto ti riesce in un attimo e basta uno sguardo per intendersi” Cosi blocca gli Innocent Criminals per un altra settimana di lavoro e tira fuori dal cilindro (“io scrivo in ogni momento della mia vita, è ovvio è il mio lavoro e la mia linfa”) 11 tracce registrate alla vecchia maniera.

Suono analogico, vero, bellissimi e minimali i suoni i soliti impareggiabili versi del grande artista californiano. Fosse nato negli anni 50 oggi parleremmo di lui come di Morrison o Hendrix. Ma per fortuna è ancora tra di noi e sembra piu in forma che mai.

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