Love 2 – Air

Love 2: una colonna sonora per la mente, ma non più per il cuore.

Love 2 – Air

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Ascoltare un album degli Air è un’esperienza intensa e
avvincente. Il duo francese, nato nel 1995, ha sempre avuto il dono
innato di saper ricamare intriganti e avvolgenti melodie in grado
di trascinare l’ascoltatore in una dimensione quasi
cinematografica, creando una colonna sonora per inediti film la cui
sceneggiatura è tutta nelle menti di chi decida di
abbandonarsi al potere evocativo delle note. La forza di una musica
che grazie all’uso di sintetizzatori, tastiere, campionatori ed
effetti vocali è riuscita a creare un mondo visionario fatto
di angoscianti metropoli o solitarie stazioni spaziali che
richiamano le atmosfere di film come “Blade Runner” o “2001:
Odissea nello spazio”, in cui si muovono creature fatte di carne e
microchip. Voci angeliche di esseri androgini si fondono con
impersonali suoni robotici, mentre gelide insegne al neon gettano
luci intermittenti su una coppia ferma davanti alla vetrina di un
bar, come quello ritratto nel quadro “Nottambuli” (Nighthawks) di
Edward Hopper. Questo incantevole effetto straniante creato da
Jean-Benoit Dunckel e Nicolas Godin nei precedenti lavori, a
partire dallo straordinario album di debutto “Moon Safari” passando
per il superbo “Talkie-Walkie” e il notevole “Pocket Symphony”,
viene purtroppo smarrito, o conseguito solo in parte, nell’ultimo
album “Love 2”, in cui le atmosfere oniriche e nostalgiche tipiche
degli Air vengono appena accennate in brani come “Do the Joy” ed
“Heaven’s Light”, perdendosi però in un electro-pop/ambient
ben confezionato, ben suonato ma freddo, distante. Una colonna
sonora per la mente, ma non più per il cuore. I brani sono
piacevoli, ma faticano a decollare, e ci fanno solo intravedere le
sconosciute galassie sonore alle quali gli Air ci avevano abituato
in passato.

Emanuele G. Mignolli
www.kassandra.it

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