Luca Mercalli. Perché è importante parlare di clima in tv

Sabato 27 febbraio riparte Scala Mercalli, il primo (e unico) programma in Italia che parla di clima, rinnovabili, economia circolare. Ecco perché è importante guardarlo.

Parte sabato 27 febbraio 2016 la seconda stagione di Scala Mercalli, primo programma della televisione di Stato che ha portato i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili e l’economia circolare in prima serata sugli schermi di migliaia di italiani.

 

scalamercalli logo

 

Luca Mercalli, volto noto in Rai e presidente della Società metereologica italiana accompagnerà lo spettatore a riflettere sui temi principali di questo inizio secolo, che difficilmente trovano spazio nei media non specializzati. Ecco perché guardare Scala Mercalli potrebbe portare a creare massa critica e dare il giusto spazio all’informazione ambientale nella televisione generalista. Informazione troppo spesso assente.

 

Luca Mercalli nello studio della scorsa stagione.
Luca Mercalli nello studio della scorsa stagione.

 

Sabato 27 febbraio riparte Scala Mercalli. Quali saranno i temi trattati e quali invece le novità?
Si tratterà di una stagione divisa in sei puntate, tutte tematiche. Cominceremo col clima, poi il cibo, l’energia, la sostenibilità, l’uso del suolo. Sono questi i grandi temi del programma. Le differenze rispetto all’anno scorso è che avremo più servizi girati in Italia. Un ospite fisso in studio e tre servizi curati da me personalmente, in modo da dare più contributi sul territorio. Ci saranno poi i servizi internazionali di qualità commissionati dalla Rai, espressamente prodotti per il programma.

 

Quanto durerà ogni puntata?
Ogni puntata durerà due ore – che sono tante -, ma è richiesta attenzione dall’inizio alla fine, perché ci sarà una narrazione che parte dall’enunciazione dei problemi e che si conclude con una parte dedicata alle soluzioni.

 

Finalmente si parla di cambiamenti climatici anche in tv. Qual è la sfida più grande per affrontare queste tematiche?
Quella comunicativa, cioè si tratta di fare in modo che i telespettatori col telecomando non cambino canale. Quella di raccontare problemi complessi, problemi non di facile di comprensione – anche per la scarsa alfabetizzazione scientifica del Paese -, e cercare di farlo mantenendo rigore scientifico ma con una giusta dose di leggerezza per mantenere le persone fino alla fine della puntata.

 

Si tratta di veicolare un messaggio critico in un particolare momento speciale per la nostra storia, perché non abbiamo molto tempo per mettere in atto le soluzioni.

 

Perché quindi guardare Scala Mercalli?
Semplicemente per avere le istruzioni per l’uso per il proprio futuro. Siamo di fronte ad una crisi ambientale e antropica generata da noi stessi, un fatto unico nella storia della nostra specie. Se lasciamo tutto così tra un po’ iniziera un’era di conseguenze difficili da sostenere. Quindi guardiamolo per noi stessi, per i nostri figli e i nostri nipoti.

 

Anche perché di esempi lampanti ne abbiamo in quantità.
Ma certo. Il 2015 è stato l’anno più caldo della storia a livello mondiale. L’inverno asciutto sulla Alpi ha colpito anche l’industria del turismo. Senza dimenticare i classici fenomeni alluvionali. Questa è solo la punta dell’iceberg, c’è molto di più da capire e da fare per non peggiorare la soluzione, ma il processo con il quale lo stiamo mettendo in atto è troppo lento. Ecco perché l’informazione può avere un ruolo chiave. Si tratta di veicolare un messaggio critico in un particolare momento speciale per la nostra storia, perché non abbiamo molto tempo per mettere in atto le soluzioni.

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