Mauro Ermanno Giovanardi – Ho sognato troppo l’altra notte?

Il cantautorato di Mauro Ermanno Giovanardi incontra suggestioni rare nell’album “Ho sognato troppo l’altra notte?”.

Mauro Ermanno Giovanardi, dopo una carriera lunga due decenni trascorsa come penna e voce
all’interno di Carnival Of Fools e La Crus, pubblica il suo primo disco solista di inediti. Nel 2007
c’è stato Cuore a nudo, esordio nel mondo discografico senza
un gruppo vero e proprio alle spalle, ma si trattava comunque di
una raccolta nella quale largo spazio era dedicato agli evergreen
più ricercati nel mondo della canzone d’autore.

Oggi, a quattro anni da quell’album e a tre dal concerto di addio
ai La Crus, tenutosi al Teatro degli Arcimboldi il 4 dicembre 2008,
viene dato alle stampe dalla Sony Ho sognato troppo l’altra notte?,
con il quale il nostro si mette alla prova scegliendo un nuovo tipo
di estetica che fonde il cantautorato con i suoni e l’immaginario
beat. Ne nascono suggestive ambientazioni, nelle quali gli stilemi
degli anni 60 e dell’opera morriconiana sono riletti attraverso una
sensibilità moderna e cantautorale.

Due sole sono le cover presenti: Se perdo anche te, portata al
successo in Italia da Gianni Morandi, ma scritta e interpretata da
Neil Diamond col titolo di Solitary Man in Just For You (1967), e
due versioni di Bang Bang, indimenticabile duetto tra Sonny e Cher,
qui rivisitata da Giò in coppia con Violante Placido e
riportata una seconda volta a chiusura della track list come Ok
Corral Version. Sette quindi sono le canzoni interamente da
scoprire: Io confesso, Il diavolo, Desio (il rumore del mondo),
Lascia che, Un garofano nero, La malinconia dopo l’amore, cantata
con Cecilia Syria Cipressi, e Neil Armstrong.

La prima, scelta per la partecipazione alla manifestazione
sanremese, è una ballata classica dagli arrangiamenti
sontuosi, messi in risalto dagli archi e da un soprano (Barbara
Vignudelli), sui quali il timbro profondo di Giò interpreta
versi semplici e orecchiabili, caricandoli di passione. Il diavolo,
Lascia che e Un garofano nero sono gli inediti che meglio
rappresentano l’essenza dell’album trasudante una raffinata
eleganza Sixties. Significativa è anche La malinconia dopo
l’amore, composizione agrodolce nella quale l’unione della coppia
è contrassegnata dalla immancabile distanza che il
sentimento, fragile per natura, implica necessariamente; le tracce
vocali dell’ex La Crus e della cantante pop Syria si esaltano
attraverso contrasti e confluenze, risultando brillanti e
drammatiche a un tempo. La produzione artistica è di Roberto
Vernetti (La Crus, Elisa, Delta V) e Leziero Rescigno, che presta
il proprio contributo anche in veste di strumentista.

Elisa Orlandotti

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