Il piano di Milei per privatizzare l’Argentina scatena le proteste di piazza

Il neopresidente Javier Milei annuncia misure drastiche per risollevare l’economia. L’opposizione lo accusa di aver elaborato un “piano di battaglia contro i lavoratori”.

  • A un mese dalla sua elezione, il presidente Milei deve affrontare la sua prima protesta di piazza.
  • Dopo aver svalutato la moneta argentina, Milei ha lanciato un piano di misure drastiche per “rilanciare l’economia”.
  • Migliaia di manifestanti sono scesi in strada, scontrandosi con la polizia.

C’era da aspettarselo. Nelle strade di Buenos Aires, una marea di manifestanti ha invaso la città dopo l’annuncio del nuovo presidente dell’Argentina, Javier Milei, riguardo a un decreto d’emergenza dalle implicazioni economiche profonde e controverse. In soli due settimane dalla sua inaugurazione, Milei ha lanciato una serie di riforme radicali, suscitando reazioni sia di entusiasmo ma soprattutto di sdegno in gran parte della nazione.

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Manifestanti protestano contro le misure del nuovo presidente argentino Javier Milei, il 20 dicembre 2023 © Matias Baglietto/NurPhoto via Getty Images

Milei promette un cambio drastico per l’economia argentina

Milei, economista libertario e radicale, ha promesso un cambiamento drastico per “dare uno scossone alla moribonda economia argentina”, tra inflazione dilagante e povertà diffusa. Dopo aver svalutato il peso argentino di oltre il 50 per cento del suo valore, arriva un decreto d’emergenza, annunciato in una trasmissione televisiva con la presenza di 12 ministri, apre la strada alla privatizzazione delle aziende statali, elimina i diritti dei lavoratori, tra cui il congedo di maternità, pone fine ai limiti alle esportazioni e si apre totalmente agli investimenti stranieri. Come quelli di Elon Musk, a cui Milei ha fatto riferimento: il miliardario sudafricano, che non nasconde il suo appoggio ai partiti di estrema destra (la scorsa settimana è apparso davanti al pubblico italiano, ospite di Giorgia Meloni alla convention di Fratelli d’Italia), ha appoggiato la campagna elettorale del neopresidente argentino. Milei ha annunciato modifiche relative all’infrastruttura digitale, modifiche che “consentiranno l’ingresso di aziende come Starlink”.

“Oggi è un giorno storico per il nostro Paese. Dopo decenni di fallimenti, impoverimento, decadenza e alienazione, oggi iniziamo finalmente a percorrere la strada della ricostruzione”, ha detto Milei, illustrando in tv quello che è noto come il suo piano di terapia d’urto “a colpi di motosega”.

Milei accusato di comportarsi come un monarca assoluto

D’altra parte, l’opposizione e molti cittadini hanno espresso indignazione, scendendo in strada per protestare contro il decreto. Il presidente Milei è stato paragonato a un “imperatore romano” e accusato di instaurare una “monarchia assoluta” dall’opposizione. Le strade di Buenos Aires sono state teatro di una manifestazione di dissenso, con cittadini che sbattevano pentole e padelle, simbolo di protesta ben noto in America Latina.

Myriam Bregman, un’importante esponente della sinistra ed ex candidata alla presidenza, ha definito l’editto un “piano di battaglia contro i lavoratori” e ha esortato a uno sciopero immediato a livello nazionale. “Ci sono così tante illegalità qui che non so da dove cominciare”, ha twittato, accusando Milei di usare il decreto d’emergenza per aggirare il Congresso.

Scontri tra polizia e manifestanti

Nonostante la minaccia del governo di tagliare i sussidi a chi protesta, le strade sono state occupate da migliaia di manifestanti, creando una situazione tesa nella capitale argentina. La polizia ha risposto con una massiccia dimostrazione di forza, segnalando la volontà dell’amministrazione di Milei di reprimere le proteste.

In una dichiarazione successiva, il presidente Milei ha minimizzato le proteste, definendo i partecipanti affetti da “sindrome di Stoccolma, innamorati del modello economico che li impoverisce – ma non sono la maggioranza degli argentini” e anticipando ulteriori azioni drastiche in arrivo. Il futuro dell’Argentina è ora sospeso in un clima di tensione e incertezza, mentre il presidente Milei si prepara ad affrontare la sua prima grande sfida governativa.

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