Obesità tra indipendenza e ribellione

Spesso i pazienti obesi hanno difficoltà in campo sessuale e questa insoddisfazione, secondo Hilde Bruch, non è causa della ricerca di cibo ma piuttosto conseguenza di una certa confusione sulla loro identità sessuale.

Nella pubertà avviene anche la maturazione sessuale, la
comparsa dei caratteri secondari e, per le ragazze, le prime
mestruazioni. Spesso i pazienti obesi hanno difficoltà in
campo sessuale e questa insoddisfazione, secondo Hilde Bruch, non è
causa della ricerca di cibo ma piuttosto conseguenza di una certa
confusione sulla loro identità sessuale.

Per i maschi si tratta della consonanza emotiva verso la madre o
del sentimento di dover essere migliori del padre, che con la
pubertà si traducono nel timore di non essere abbastanza
virili. Tra le donne invece è molto frequente il rifiuto
della madre, della femminilità, del proprio ruolo.

Il desiderio di grandezza, espresso a livello corporeo in termini
di aumento di peso, trova un correlato nella produzione fantastica:
gli obesi nascondono sogni di grande realizzazione di sé e
vedono la realizzazione delle grandi imprese come subordinata
all’essere magri.
Se la dieta riesce, devono dimostrare di essere adeguati alle
proprie aspettative; d’altro canto, l’incapacità di
attenersi ad una dieta nasconde spesso il timore di mettere le
proprie fantasie alla prova di realtà: a volte, diete
dimagranti troppo rapide portano ad uno scompenso psicotico.

L’obesità di sviluppo può essere strettamente
connessa con la distorsione globale della personalità,
oppure reattiva ad eventi spiacevoli. Alcuni autori distinguono tra
obesità egosintoniche, o ben accettate dal soggetto, ed
obesità egodistoniche, vissute da questo negativamente.

Se non si giunge ad una soluzione dei problemi di fondo della
personalità dell’obeso, la pura riduzione di peso risulta
temporanea se non addirittura pericolosa. Le possibilità di
successo di una dieta sono subordinate al fatto che questa sia
stata intrapresa per iniziativa personale e che,
contemporaneamente, si modifichi anche la dinamica famigliare:
altrimenti, il mangiare troppo può diventare esso stesso
l’unico gesto di indipendenza e di ribellione creando così
un circolo chiuso.

Luisa Merati

Articoli correlati
La condizione di dieta permanente

Si tratta di un atteggiamento mentale che l’individuo adotta riguardo al cibo con l’intento di ridurre l’apporto calorico. Si impone un complesso di obblighi e divieti alimentari allo scopo di dimagrire e assolutamente di non ingrassare.

Attenti al sale

Il limite massimo raccomandato dall’Oms è di appena 6 grammi, mentre sono 10/11 grammi in media al giorno i quantitativi di sale consumati in Italia.

Curarsi con quel che mangiamo

Molti degli alimenti che noi consumiamo e a cui dedichiamo soprattutto la nostra passione gastronomica, contengono invece dei veri e propri principi attivi medicamentosi, di cui spesso nemmeno sospettiamo l’esistenza.