Per la prima volta l’Onu riconosce che la biodiversità è essenziale per i diritti umani

La biodiversità ci garantisce cibo, acqua e medicine ed è pertanto indispensabile per il pieno godimento dei diritti umani. Lo afferma un rapporto dell’Onu.

È in corso, sotto ai nostri occhi, un’inarrestabile estinzione di massa (la sesta della storia della Terra), che sta decimando la straordinaria biodiversità del nostro pianeta. Le specie stanno scomparendo ad un tasso di estinzione vertiginoso e, secondo gli esperti, entro la fine del secolo il 50 per cento delle specie viventi rischia di scomparire. Oltre ad impoverire enormemente il pianeta questo fenomeno avrà “implicazioni gravi e di vasta portata sul benessere umano”.

Gorilla di montagna in Congo
La fauna globale è diminuita del 58 per cento dal 1970 al 2012 e negli ultimi quarantacinque anni la quantità di fauna ittica nei nostri oceani si è dimezzata © Brent Stirton/Getty Images for WWF-Canon

L’importanza della biodiversità per l’uomo

È quanto ha scritto John Knox, esperto di diritti umani, professore di diritto internazionale alla Wake Forest University e relatore speciale Onu sull’Ambiente e i Diritti Umani, autore del primo rapporto delle Nazioni Unite che riconosce come la biodiversità e gli ecosistemi sani siano essenziali per i diritti umani.

Il legame tra diritti umani e ambiente

“La biodiversità è davvero necessaria per il pieno godimento dei diritti umani, come il diritto al cibo, il diritto all’acqua e il diritto alla salute – ha affermato Knox. – Senza i servizi che gli ecosistemi in buona salute ci forniscono non possiamo davvero godere di tutta una serie di diritti umani. E lo stato di salute degli ecosistemi dipende dalla biodiversità”.

Un uomo in una foresta in Brasile
Le foreste coprono un terzo del pianeta e svolgono un ruolo fondamentale per gli esseri umani, circa 1,6 miliardi di persone, infatti, dipende dalle foreste per la sussistenza © Mario Tama/Getty Images

Gli stati devono difendere la biodiversità

Il rapporto realizzato da John Knox, recentemente presentato al consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite riunitosi a Ginevra, evidenzia l’assoluta necessità da parte delle singole nazioni di tutelare la propria diversità biologica. “Al fine di proteggere i diritti umani gli stati hanno l’obbligo generale di proteggere gli ecosistemi e la biodiversità”, si legge nel documento.

La posizione dell’Onu

Il consiglio dei diritti umani dell’Onu non ha ancora adottato una posizione formale sulla questione e sta valutando se adottare una risoluzione che riconosca la stretta relazione tra biodiversità e diritti umani.

Più attenzione all’estinzione

Secondo Knox l’allarmante tasso di estinzione delle specie viventi (che l’uomo avrebbe reso mille volte più rapida, in base ad uno studio del 2005) è grave tanto quanto i cambiamenti climatici ma ha una visibilità insufficiente e gli stati hanno finora fallito nei tentativi di ridurre la perdita di biodiversità.

Una cascata in Costa Rica
La Costa Rica vanta un’incredibile biodiversità e ospita oltre mezzo milione di specie vegetali e animali © Joe Raedle/Getty Images

Le conseguenze

La perdita di biodiversità comporta dunque gravi conseguenze per la nostra specie (che ne anche la causa), come l’impoverimento dei raccolti e del pescato, la perdita di piante importanti per la medicina e l’aumento delle malattie infettive e autoimmuni. Le comunità più vulnerabili sono le popolazioni indigene che dipendono direttamente dalla salubrità degli ecosistemi per il cibo, l’acqua e anche la cultura. Knox invita le nazioni a minimizzare i danni causati agli ecosistemi e alla biodiversità, sia da enti privati ​​che dalle agenzie governative, e a proteggere le comunità più vulnerabili.

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