Parapendio: tu e l’aria

Staccarsi dal suolo come un uccello, librarsi in aria liberi e volare con due ali leggerissime e senza motore. Sono le sensazioni che regala il parapendio.

Come è nato lo sport del parapendio?
Vent’anni fa, in Francia, alcuni paracadusti hanno adattato i loro
strumenti per saltare dalle montagne, man mano rendendoli
più performanti: inizialmente per consentir loro solo di
staccarsi dal pendio, poi sono diventate vere e proprio ali per
volare. Ma, a differenza del deltaplano, senza motore e senza
telaio rigido.

È lo strumento più minimo, più
essenziale per volare?

Sì, vela, cordini, una struttura che, completa con celletta
e paracadute d’emergenza, non arriva a venti chili. E ti porta in
volo per delle ore.

Quali forze sfrutta il parapendio?
Le forze della natura, termiche, l’aria calda che andando verso
l’alto crea correnti ascensionali; e dinamiche, il vento
scontrandosi con la montagna tende a salire e noi sfruttiamo quella
fascia. Si resta sospesi, in sicurezza. Logicamente, con le dovute
istruzioni.

A proposito: quale preparazione occorre per praticare
questo sport?

Ci vuole una scuola, seguendo le istruzioni di istruttori validi.
Un corso da zero ai primi voli alti nel giro di un mese e mezzo si
completa con voli assistiti e in biposto (con l’istruttore) a
prezzi abbordabili, anche per un giovane. Lo sport è
praticato dall’età di 16 anni a qualsiasi età,
c’è gente di 75 anni che vola ancora! Un attimo di palestra,
un attimo di corsa, niente di più. Durante il volo, lo
sforzo fisico è minimo.

Qual è la sensazione più forte che ha
provato? Paura?

Non più di tanta. È la leggerezza. Trovarsi in aria
appesi a “a”…

…Scollegarsi dal tutto, il contatto con l’aria,
staccarsi da terra, sentirsi nell’elemento
“aria”…

È il gusto di sentirsi liberi.

Anche il patron di LifeGate, Marco Roveda, vola. Quando
vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti nel ’77 ai tempi del deltaplano. Ci siamo
riuniti ora, con il parapendio, dove c’è la nostra palestra
di volo, Monte Cornizzolo (alta Brianza), che è una delle
montagne più belle d’Italia per il volo.

Quant’è durato il suo volo più
lungo?

Qualche anno fa, da Bassano a Vittorio Veneto. Non un volo da
record, ma di buona durata e con un panorama entusiasmante. E poi
altri voli sulla Marmolada, da Passo Pordoi, a 4100 metri di
quota…

Non ho capito: lei è saltato da 4100 metri di
quota?

No, partendo da 2700 metri, il punto di decollo, sono salito su,
una cosa impressionante, da lì sopra, la Marmolada…
un’esagerazione di bellezza. E in tutta tranquillità.
In Italia abbiamo tantissimi voli belli, voli di mare in Liguria,
in Sicilia, in Toscana ci sono voli in “dinamica” molto belli,
Lombardia, Veneto e Piemonte sono famosi per l’arco alpino. E anche
il “nostro” Cornizzolo, qua, alle porte di Milano, è
splendido, con tutti questi laghi intorno al lago di Como, di
Pusiano, che in volo sono uno spettacolo. Ogni zona ha il suo
splendore.

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