Cammini e itinerari

Tra paesaggio, natura e poesia: i parchi letterari italiani

Da Pasolini a Carlo Levi, da Grazia Deledda a D’Annunzio, passando per Dante, Petrarca, Montale e numerosi altri, si moltiplicano gli itinerari paesaggistici che esplorano il legame tra poesia e bellezze naturali nazionali.

Valorizzare il prezioso legame che intercorre tra la produzione letteraria di alcuni dei principali autori italiani e le bellezze paesaggistiche che costituirono la fonte di ispirazione, il luogo di ambientazione o almeno il contesto concomitante alla creazione delle loro opere: tale appare, in sintesi, il principio fondante da cui hanno tratto origine i cosiddetti parchi letterari oggi sempre più diffusi in tutto il territorio della nostra penisola.

L’iniziativa, promossa da una prestigiosa istituzione letteraria come la Società Dante Alighieri , che da oltre un secolo si impegna a tutelare la cultura italiana favorendone la diffusione internazionale, si ripropone in tal modo di agevolare l’attuazione di alcuni specifici accordi intra- ed extracomunitari, quali ad esempio la Convenzione Europea del Paesaggio, il Piano d’azione per il turismo sostenibile elaborato a Johannesburg nel 2002 e le varie direttive Unesco finalizzate alla salvaguardia e alla fruizione consapevole del patrimonio culturale e paesaggistico.

Dunque, sviluppando apposite sinergie con enti ed organismi orientati alla difesa dell’ambiente, quali ad esempio il WWF o la Lipu, i parchi letterari, nominativamente dedicati a singoli protagonisti della tradizione letteraria nazionale, mirano a fornire ai visitatori una duplice preziosissima chiave di lettura finalizzata da un lato a stimolare una più approfondita comprensione dell’opera dei vari autori, e dall’altro capace di suscitare un approccio inedito ed originale alla singolarità dei paesaggi e dei contesti naturali, consentendo di osservarli -per così dire- con lo sguardo del poeta o scrittore che li ha abitati e descritti.

Dagli itinerari pasoliniani di Ostia Antica alla Lucania di Carlo Levi

Com’è facilmente prevedibile che accada ai lettori più attenti, gli scenari urbani e paesaggistici di ciascun parco letterario evocano con immediata evidenza i tratti peculiari e le atmosfere ricorrenti nelle pagine di ciascun autore.

Un inestricabile miscuglio di degrado e bellezza contraddistingue infatti, ad esempio, il comprensorio dedicato a Pier Paolo Pasolini tra Ostia Antica e i dintorni di Roma: nei pressi del monumento realizzato dallo scultore Mario Rosati per commemorare la tragica scompasa dello scrittore, ci si può inoltrare alla scoperta del borgo papale medievale di Gregoriopoli o, partendo dall’Idroscalo, proseguire attraverso la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, tra i panorami pregevoli di un’oasi paesaggistica circondata dal grigiore dei quartieri periferici mortificati dall’abusivismo edilizio e dal disagio sociale. (Gli eventi di prossima programmazione sono consultabili qui ).

 

parchi letterari
Il monumento dedicato a Pasolini sul luogo del suo assassinio all’Idroscalo di Ostia

 

 

Analogamente, tra le località lucane di Aliano, Matera e Tursi, è possibile imbattersi in quelle architetture naturali così frequentemente immortalate da Carlo Levi: volte, grotte, scale, vicoli, argille aride, piccole finestre occhiute, i celebri “sassi” nonché i calanchi della Val d’Agri evocati dall’autore di “Cristo si è fermato a Eboli” (romanzo la cui trasposizione cinematografica realizzata da Francesco Rosi verrà proposta in uno degli eventi dedicati a Levi), ma anche la sua casa natale, la sua tomba, la Pinacoteca e il Museo della Civiltà Contadina di Aliano.

 

 

parchi letterari
I Sassi di Matera

Un’antologia densissima di voci letterarie da Grazia Deledda a D’Annunzio

La mappa geografica dei parchi letterari è dunque tanto vasta e fittamente articolata quanto quella dei numerosi protagonisti della poesia e della narrativa italiana.

Oltre a Montale, al cui omonimo parco abbiamo dedicato un apposito articolo, la rosa degli autori prescelti include anche un altro premio Nobel come Grazia Deledda, i cui inconfondibili scenari, tratteggiati nei capitoli della sua più celebre opera “Canne al vento”, possono essere ripercorsi addentrandosi tra i panorami del golfo di Orosei, nella località nuorese di Galtellì, tra le vestigia della nobiltà rurale e il canto dei cosiddetti Sos Tenores, la cui arte corale è stata proclamata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Ma oltre alla Sardegna della Deledda, non vanno tralasciati gli itinerari manzoniani a Trezzo d’Adda, quelli petrarcheschi sui Colli Euganei, il sito dedicato a D’Annunzio ad Anversa degli Abruzzi, (paesino dell’aquilano che funge da ambientazione per la tragedia “La fiaccola sotto il moggio”), oltre ai parchi dedicati a Carducci, Dante e numerosissimi altri: voci uniche ed impagabili grazie alle quali imparare ad abitare i territori in un senso più profondamente identitario e culturalmente consapevole.

Articoli correlati