Tutta la musica pachistana in un’app

Per condividere le canzoni della propria infanzia, Khalid Bajwa ha lanciato Patari, la più grande piattaforma di musica pachistana in streaming al mondo.

In Pakistan la musica gode di estrema popolarità, da quella sacra dei sufi – come il Qawwali, risalente a più di 700 anni fa – a quella di artisti emergenti che cercano di fondere la musica tradizionale con il pop-rock e l’hip hop occidentale. Tuttavia, nonostante l’ampia diffusione e la vivacità dell’attuale scena artistica pachistana, questa musica non è mai stata totalmente fruibile perché difficile da reperire o diffusa da supporti di cattiva qualità. Almeno fino a quando Khalid Bajwa, un ex programmatore informatico, ha creato Patari, un’unica piattaforma online che permette di ascoltare e condividere tutta la musica del Pakistan, dalle vecchie glorie del passato alle recenti scoperte.

“Sono nato in un ambiente dove la musica è sempre stata molto importante”, ha spiegato Bajwa sulle pagine del The Express Tribune. “Uno dei miei primi ricordi è di mia madre che fa i mestieri di casa con i ghazal (canzoni poetiche di struggimento e passioni) a tutto volume. La scena musicale di Karachi è estremamente vivace e crescendo ho stabilito un legame indissolubile con la musica pachistana. Nel corso degli anni quel legame è svanito, ma mi sono reso conto che una piattaforma di condivisione della musica avrebbe potuto riportare in vita le melodie con cui ero cresciuto”.

 

In origine Patari doveva essere un portale di spettacoli televisivi, video, film e serie tv. Ma dopo due anni di mancati accordi e momenti di sconforto citando Elon Musk (“Fare una startup è come mangiare vetro con lo sguardo verso un abisso”), Bajwa e soci si sono concentrati soltanto sulla musica. Sono entrati nel più importante incubatore tecnologico del Pakistan, Plan9, e hanno chiesto a un gruppo di musicisti e giornalisti di compilare le liste dei brani che attraversano generi, decenni e atmosfere per offrire una finestra sul mondo dei suoni e delle poesie pachistane. Hanno creato un archivio di 100mila canzoni, solo per iniziare, con un motore di ricerca interno in urdu e inglese utilizzato oggi da 25mila utenti al mese.

 

In Pakistan ci sono 15 milioni di smartphone e due milioni di connessioni a banda larga, mentre diversi milioni di pachistani che vivono all’estero hanno perso il contatto con la musica del proprio paese o non l’hanno mai ascoltata. Finalmente anche loro, con Patari, potranno riscoprirla.

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