Il video del monologo sui migranti di Pierfrancesco Favino al Festival di Sanremo

Il video di uno dei momenti più emozionanti del Festival di Sanremo 2018: il monologo dell’attore Pierfrancesco Favino sulle difficoltà di un migrante, di un uomo che cerca di lavorare e adattarsi dopo essere giunto in un paese nuovo.

L’ultima serata della 68esima edizione del Festival di Sanremo, il festival della canzone italiana, ha regalato un’emozione profonda e inaspettata per molti degli oltre 12 milioni spettatori che l’hanno seguita. L’attore Pierfrancesco Favino, che ha condotto l’edizione 2018 insieme a Michelle Hunziker e Claudio Baglioni, ha interpretato un passaggio dell’opera La notte poco prima della foresta (o delle foreste, a seconda della traduzione), scritta nel 1977 dal drammaturgo e regista teatrale francese Bernard-Marie Koltès, sul palco del teatro Ariston. Il brano è un monologo maschile in cui un uomo parla delle sue difficoltà di adattarsi dopo essere giunto in un paese nuovo e di essere accolto e accettato. Paure che quasi mai vengono capite o addirittura ascoltate.

Pierfrancesco Favino ha recitato il monologo al teatro Ambra Jovinelli di Roma nella stagione 2017/2018: “Mi sono imbattuto in questo testo un giorno lontano, mi sono fermato ad ascoltarlo senza poter andar via e da quel momento vive con me ed io con lui”, ha scritto l’attore italiano nella presentazione dello spettacolo sul sito dell’Ambra Jovinelli. “Mi appartiene, anche se ancora non so bene il perché. Il suo racconto mi porta in strade che non ho camminato, in luoghi che non ho visitato. Come un prestigiatore, fa comparire storie di donne, di angeli incontrati per caso, di violenze e di paura di ciò che non conosciamo”.

“Io voglio sdraiarmi, una buona volta, voglio spiegarmi, voglio l’erba, l’ombra degli alberi, voglio urlare, voglio poter urlare, anche se poi mi sparano addosso”.

Per la critica nazionale, il monologo è stato uno dei momenti migliori dell’edizione 2018 del Festival di Sanremo visto anche il contesto socio-politico che sta vivendo l’Italia alla vigilia delle elezioni politiche del 4 marzo.

Il monologo di Pierfrancesco Favino si è concluso quando sono entrati sul palco Fiorella Mannoia e Claudio Baglioni, che hanno cantato Mio fratello che guardi il mondo scritta da Ivano Fossati nel 1992. Una canzone che racconta le sofferenze che vivono le persone dei paesi in via di sviluppo, spesso costretti in condizioni tutt’altro che umane: “Sono nato e ho lavorato in ogni paese e ho difeso con fatica la mia dignità. Sono nato e sono morto in ogni paese e ho camminato in ogni strada del mondo che vedi”.

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