Come Nick Drake ha partorito Pink Moon

Le varie vite di Pink Moon. Così il cantautore Nick Drake è tornato a vivere più volte, nonostante tutto.

Anno 1971 – Nick Drake sta vivendo un brutto periodo: soffre di depressione e preferisce isolarsi nel suo appartamento londinese. Un neuropsichiatra gli ha prescritto degli psicofarmaci ma lui non ne vuole sapere: teme che associarli all’abituale consumo di marijuana (cui non vuole rinunciare) possa rivelarsi letale.

Pochi mesi dopo, ritrova fiducia e ispirazione. Chiama John Wood, tecnico del suono che lo aveva assistito insieme al produttore Joe Boyd nella realizzazione dei suoi due primi album (Bryter Lyter e Five Leaves Left) ed entra in studio. Nick si fida di Wood e con lui registra il suo album più intimo e confidenziale. Solo chitarra acustica, voce e poco altro per undici acquerelli sonori che in totale durano 28 minuti e 22 secondi ma che però lasciano il segno.

Qual è il colore del satellite terrestre durante le eclissi?

Sono sufficienti due sole sessioni di registrazione; alcune settimane dopo, è lo stesso Nick Drake ad andare negli uffici della Island del suo amico Chris Blackwell a consegnare i nastri. Sulla scatola c’è scritto semplicemente: Nick Drake / Pink Moon. La “luna rosa”, il colore del satellite terrestre durante le eclissi, è anche il titolo del brano che apre il lavoro e di cui ne rappresenta il manifesto artistico. L’Lp viene pubblicato nel febbraio del 1972, riceve ottime critiche ma non ottiene risultati di vendita soddisfacenti.

Molti anni dopo, nel 1999, grazie a uno spot pubblicitario di successo per il lancio del nuovo Maggiolino della Volkswagen, Pink Moon (usata come colonna sonora dello spot) risorge a nuova vita. Così come il nome del suo autore che, 25 anni prima, nel novembre del 1974, era purtroppo stato trovato morto nel suo appartamento. Il coroner non aveva avuto dubbi: overdose di farmaci. Nick Drake aveva 26 anni.

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