Quando a vincere l’Oscar sono i libri

Mai come quest’anno gli Oscar hanno premiato il cinema dal sapore retrò.

Alla serata di premiazione degli Oscar lunedì scorso a
Hollywood, cinque statuette sono state assegnate a The
Artist
di Michel Hazanavicius, film
muto in bianco e nero ma girato nel 2011, il cui protagonista
è un divo (reazionario) del cinema anni Venti che non riesce
ad accettare l’impatto del sonoro. Altri cinque premi (i più
tecnici: effetti speciali, fotografia, sonoro, montaggio sonoro e
scenografia di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo) sono stati
consegnati a Martin Scorsese e al suo Hugo
Cabret
: una favola sul cinema ambientata a Parigi
sempre negli anni Venti, dove l’orfano Hugo è il
protagonista di mirabolanti avventure che lo porteranno a conoscere
addirittura
Géorges Méliès
, uno dei
padri fondatori del cinema, colui che a fine ‘800 inventò il
fantasy, girando uno dei capolavori del genere – Le voyage
dans la lune
.

Il premio che più è osannato dal web, però,
è quello consegnato al corto animato The Fantastic Flying
Books of Mr. Morris Lessmore
, premiato per la
categoria “Miglior cortometraggio animato”. Se ne parla molto
(soprattutto sul web) sostanzialmente per tre ragioni.

Prima di tutto perché narra una storia commovente e molto
ben girata: il corto è una produzione dei Moonbot Studios di
William Joyce e Brandon
Oldenburg
, già registi e sceneggiatori per Pixar,
Dreamworks e Disney. Affiancati da un team di registi,
sceneggiatori e programmatori, hanno usato diverse tecniche
(miniature, animazioni al computer, animazione 2D) per la
realizzazione di una nuova esperienza narrativa che, come loro
stessi hanno affermato, “guarda ai film muti e ai musical in
Technicolor”.

Il secondo motivo è che il film, oltre a essere tecnicamente
perfetto, narra una storia dal sapore nostalgico, un po’
retrò e, allo stesso tempo, dolcissima. Il protagonista
è Morris Lessmore, un giovane scrittore con l’amore per i
libri e con una grandissima somiglianza (guarda caso)
all’indimenticabile Buster Keaton (attore, regista
e sceneggiatore statunitense, tra i maestri del periodo del cinema
muto classico). Travolto da un uragano, si ritroverà in un
luogo imprecisato, magico, popolato da libri animati che sono a
volte più umani degli umani stessi. Per dirla con le parole
dei creatori: “Ispirato in ugual misura all’uragano Katrina, a
Buster Keaton, al Mago di Oz, e all’amore per i libri, Morris
Lessmore è la storia delle persone che hanno dedicato le
loro vite ai libri, e ai libri che hanno restituito loro il favore.
Morris Lessmore è una pregnante, umoristica allegoria del
potere curativo di una storia”.

Il terzo motivo, infine, è che Morris Lessmore, oltre a
essere una storia fatta di libri è, in un certo senso, un
libro stesso, un vero e proprio racconto – film. A
ricevere l’Oscar è stato, ovviamente, il cortometraggio
dalla durata di quindici minuti, ma non dobbiamo dimenticare che
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore è anche
una meravigliosa App per
iPad
; uno di quelli che oggi vengono chiamati
enhanced eBook, ossia libri multimediali
arricchiti da filmati, musica, animazioni, giochi, effetti speciali
che coinvolgono il “lettore” in un’esperienza narrativa del tutto
nuova.

In realtà rispondere alla domanda se sia nato prima il film
o l’app è un po’ come rispondere a quella sull’uovo o la
gallina: gli stessi creatori hanno ammesso che è molto
difficile tracciare il confine tra film e App. Brandon Oldenburg a
questo proposito ha affermato: “Morris Lessmore has paved the way
for a whole new class of storytelling. We envision a future where
stories transcend boundaries between traditional film and written
text to transform the art of storytelling into a seamless
multimedia experience”.

Questo è il link al
cortometraggio, mentre qui trovate
l’app
da scaricare tramite iTunes. Ora
decidete voi.

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