Expo 2015

Al ristorante è arrivato l’olio con il tappo antirabbocco

Gli esercizi pubblici hanno ora l’obbligo di servire in tavola contenitori per l’olio con tappo antirabbocco, così da impedire che le bottiglie di extravergine vengano riempite o allungate con oli diversi da quello indicato in etichetta.

La legge europea 2013 bis, pubblicata sul supplemento n. 83 della Gazzetta Ufficiale 261, fa scattare il divieto di utilizzare le tradizionali oliere in ristoranti, bar, pizzerie e mense, con multe fino a 8 mila euro. La legge obbliga gli esercenti all’utilizzo del tappo antirabbocco, un dispositivo di chiusura della bottiglia che impedisce di fatto che il contenuto possa essere modificato o alterato, e dotato di un sistema di protezione che ostacola il riempimento dopo che la bottiglia è stata svuotata. In pratica l’olio può solamente uscire.

 

tappo-antirabbocco

Foto © ansa.it

 

Scopo del provvedimento è impedire che i recipienti vengano riempiti o allungati, come spesso avviene, con prodotti stranieri spacciati per italiani: basti pensare che le importazioni di olio dall’estero sono aumentate in Italia del 45 per cento nei primi sette mesi del 2014. Altra cosa che si vuole evitare è che, di rabbocco in rabbocco, l’olio stagni sul fondo dell’oliera, diventando stantio.

 

La legge “salva olio” prevede che “gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettati e forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato in etichetta”.

 

olio

 

“Le novità per il prodotto simbolo della dieta mediterranea”, precisa Coldiretti, “non si fermano, però, al tappo antirabbocco, in quanto è prevista anche una più accentuata rilevanza cromatica rispetto all’etichettatura degli oli che siano prodotti con miscele provenienti da uno o più stati, così da mettere in guardia il consumatore sulla diversa qualità e composizione merceologica del prodotto“.

 

“In una situazione in cui la produzione nazionale è crollata quest’anno del 35 per cento a circa 300mila tonnellate, occorre adottare tutte le misure necessarie per garantire trasparenza negli scambi, combattere i rischi di frodi e assicurare la possibilità di fare una scelta di acquisto consapevole ai consumatori italiani”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

 

Foto in evidenza © galileosrestaurant.ie

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