Coronavirus

Ryuichi Sakamoto dedica una performance a chi è in isolamento per il coronavirus

Il compositore giapponese condivide un’esibizione registrata da casa con tutte le persone che vivono in isolamento forzato a causa della pandemia.

L’universo musicale vive sospeso da oltre due mesi a causa del coronavirus. Moltissimi artisti, nonostante non possano ancora esibirsi fisicamente in pubblico, hanno scelto di condividere su internet canzoni e concerti per alleviare la solitudine propria e di chi è costretto a restare a casa in isolamento per la pandemia.

 

 

Nei giorni scorsi anche il musicista, produttore e compositore Ryuichi Sakamoto ha pubblicato una sua esibizione dallo studio di registrazione e dal giardino della sua casa di New York per dedicarla alle persone che vivono in isolamento. Mezz’ora di improvvisazione magistrale in cui l’artista utilizza feedback di chitarra, accarezza il pianoforte, spippola i sintetizzatori analogici, sperimenta varie percussioni, suona dei sassi e altri oggetti atipici, immergendo l’ascoltatore in un flusso sonoro meditativo, catartico e curativo.

 

 

La cura sonora di Sakamoto contro l’isolamento

Trasmessa per la prima volta il 29 febbraio sull’app cinese di condivisione di video Kuaishou,  questa performance di Sakamoto rientra nel progetto artistico multimediale Voluntary garden: sonic cure in cui si alternano nove interpreti musicali, come estensione in streaming della mostra realizzata al centro per l’arte contemporanea Ucca di Pechino.

 

In un post introduttivo dell’esibizione su instagram, Sakamoto si appella al pubblico: “Laviamoci le mani. Ma dobbiamo anche risparmiare acqua. Manteniamo la distanza sociale. Restiamo dentro, restiamo a casa. E spero che vi piaccia la musica”.

 


Sakamoto, particolarmente sensibile al tema di come si affronta una malattia grave e preoccupato delle terribili conseguenze di un isolamento prolungato, si concentra sul potere curativo della musica. E così, dalla fine di marzo, ha iniziato a condividere in rete diverse registrazioni che lo hanno visto protagonista negli ultimi anni.

 

Tra queste emergono due rarità, presentate in anteprima su youtube e fruibili gratuitamente per un periodo limitato di tempo: la prima è una performance registrata con la Tokyo philharmonic orchestra nel 2013, con il maestro a dirigere l’orchestra e al piano, online dal 24 aprile al 22 maggio. La seconda è un concerto con la Yellow magic orchestra, registrato nel 2008 durante l’edizione annuale del Meltdown festival di Londra curata dai Massive Attack, disponibile in streaming dall’1 al 29 maggio.

 

Ryuichi Sakamoto alla Berlinale
Sakamoto alla Berlinale nel 2018 © Pascal Le Segretain/Getty Images

 

Musica senza tempo

Sakamoto ha vissuto molte vite musicali. Come tastierista e cantautore della Yellow Magic Orchestra di Haruomi Hosono ha aperto la strada al synthpop. I suoi esperimenti da solista nel fondere generi globali e studi sull’impressionismo classico lo hanno portato a comporre le colonne sonore di oltre trenta film in altrettanti anni, tra cui “L’ultimo imperatore” e “Il tè nel deserto” di Bernardo Bertolucci e “Revenant-Redivivo” di Alejandro González Iñárritu.

 

Leggi anche: Cosa ascoltare quando si mangia. La playlist di Ryuichi Sakamoto

 

Solo negli ultimi vent’anni, questo straordinario artista ha realizzato una maestosa opera multimediale, ha trasformato un edificio di vetro in uno strumento musicale e si è recato nell’Artico per registrare il suono dello scioglimento della neve. Con lo stesso spirito esplorativo che attraversa il suo album del 2017, “async”, un ritratto sonoro sul passare del tempo in seguito al suo recupero dal cancro alla gola. “La musica, il lavoro e la vita hanno tutti un inizio e una fine”, ha detto all’inizio del 2019. “Quello che voglio fare ora è musica liberata dai vincoli del tempo”.

 

 

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