Erosione costiera e dissesto, una combinazione micidiale dal Sud Italia all’Europa
Le coste italiane sono fragili, come dimostra la Puglia, ma è tutta l’Europa a fare i conti con un territorio esausto.
Le coste italiane sono fragili, come dimostra la Puglia, ma è tutta l’Europa a fare i conti con un territorio esausto.
Sfruttamento intensivo del suolo, urbanizzazione ed eventi meteorologici estremi mettono a rischio i pascoli che costituiscono un sesto dell’approvvigionamento alimentare globale e uno strumento di contrasto alla crisi climatica.
L’innalzamento del livello dei mari mette a rischio le Outer banks, isole nella Carolina del Nord. L’unica soluzione praticabile è costosa e temporanea.
Le spiagge del mondo stanno scomparendo a causa dell’erosione, frutto della crisi climatica, con gravi conseguenze per la fauna selvatica e gli insediamenti costieri.
Le temperature impazzite hanno conseguenze anche sull’ecosistema marino: le sardine si sono rimpicciolite, ma anche vongole e seppie sono a rischio.
L’erosione ha fatto arretrare le spiagge italiane di 25 metri in 50 anni.
In occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, gli esempi di alcune nazioni che hanno intrapreso progetti ambiziosi per ripristinare il suolo.
È quanto emerso da uno studio che analizza i processi di erosione del suolo negli agro-ecosistemi a gestione agricola convenzionale.
Il consumo di suolo è causa dell’erosione del suolo stesso, aggravata dalle coltivazioni intensive e dall’uso di prodotti chimici. Eppure questo tema è sparito dall’agenda dei politici candidati alle elezioni europee.
Non sono numeri positivi quelli presenti nell’ultimo rapporto redatto da Legambiente “Ambiente Italia 2016” ed edito da Edizioni Ambiente. Anzi i dati registrati continuano a crescere, in negativo: le coste italiane sono tutt’altro che al sicuro, anche a fronte dei cambiamenti climatici oggi in atto. Secondo il rapporto infatti il 51 per cento delle coste